“Cos’è per te la speranza?”. Questa è la domanda più importante che ho rivolto a me stesso durante il Giubileo dei giovani 2025, al quale ho recentemente partecipato.
Un Papa che porta a piedi la croce, accompagnato da un corteo di giovani in rappresentanza di 146 Paesi. Roma è la Capitale della speranza.
A pochi passi da Via della Conciliazione, mentre lo sguardo indugia sulla magnificenza di Castel Sant’Angelo e corre verso il Cupolone di San Pietro, è l’azzurro dei pannelli e dei totem, con le sagome stilizzate dei pellegrini e la scritta Pg Ita, ad attirare l’attenzione.
Un’area sterminata, ordinata e già vibrante di attese. Tor Vergata si è mostrata alla stampa nazionale e internazionale con il volto di una macchina organizzativa imponente, che nei prossimi giorni accoglierà il cuore pulsante del Giubileo dei giovani.
Per la prima volta, il corpo del Beato Pier Giorgio Frassati è stato traslato a Roma per essere esposto alla venerazione dei fedeli durante il Giubileo dei giovani 2025.
Brandine allineate nelle aule di un convitto romano. Zaini ammucchiati in un angolo. Chitarre, fogli, badge, sorrisi. E poi sguardi carichi di attesa, parole semplici che raccontano vocazione al servizio, desiderio di esserci.