Il Pontefice Leone XIV ha annunciato un suo problema di salute. Come fecero i suoi predecessori. E puntuale si è licenziato l'amarcord mediatico dei Papi che hanno riferito “Urbi et orbi” della propria afflizione corporale o si sono mostrati al mondo senza curarsi di nasconderla.

C'è chi ha elogiato questo atto di trasparenza compiuto dall'attuale vicario di Cristo sottolineandone la vicinanza, ai limiti della familiarità, ai fedeli: nulla è loro celato, il Papa è quasi uno di loro. E c'è chi ha visto in questa scelta del Santo Padre un atteggiamento tipicamente statunitense. E ancora, c'è chi ne è rimasto spiazzato, considerato che altri individui noti mantengono invece assoluto riserbo sulle proprie vicissitudini ospedaliere.
Ma c'è una spiegazione molto più profonda, molto meno laicista, dell'annuncio di Papa Prevost. Per il cristiano, infatti, la sofferenza è elemento fondante del proprio credo religioso. La sofferenza rende simili a Gesù. È sull'atroce sofferenza di Cristo che si fonda la fede. Sulla consapevolezza di Colui che ha scelto di patire come un uomo e di morire per dimostrare il suo amore per l'umanità.
Morire e risorgere, certo. Ma dopo aver affrontato l'indicibile sofferenza. L'uomo la incontra anche nella malattia. Giovanni Paolo II osservava che stare vicino a un malato è come stare accanto a quel Dio agonizzante. E dunque, Leone XIV annuncia la sua sofferenza, seppur serenamente, dimostrando di accettare questo imprevisto, nonché il conseguente intervento chirurgico.
La sofferenza che si dimostra di accettare, la sofferenza che si condivide. Perché non è bella, ma ci fa passare per quel buio che ha vissuto anche Cristo. Ci fa pregare. Ci induce a chiedere aiuto a Lui. Ci fa unire fra esseri umani. Ci reca sotto la Croce, quella Croce nel cui segno Dio trionfa. Non eremiti del dolore, ma comunità che si unisce nell'imitazione di Cristo. Ecco il significato del gesto di Prevost di condividere il nodulo al polmone. Non solo la confidenza coi fedeli, bensì la proposta di uno spunto di immedesimazione in Gesù.

