Nel giorno in cui la famiglia francescana dei Frati Minori del Salento commemora il beato transito del Venerabile Fra Giuseppe Michele Ghezzi, avvenuto il 9 febbraio 1955, Lecce torna a riflettere su una figura che, a oltre settant’anni dalla morte, continua a parlare con sorprendente attualità.

 

“San Giovanni Enrico Newman, essendo stato riconosciuto come una luce fulgente per la Chiesa pellegrina attraverso la storia, può giustamente essere annoverato tra gli altri santi dottori iscritti nel Calendario Romano Generale”.

 

Nel martirio di San Sebastiano viene a coincidere la sua abilità di fabbricare e di usare armi, per lo più frecce forgiate col ferro, per il fatto che fosse un arciere al comando dell’imperatore Diocleziano.

 

Sant’Ippazio non appare sul calendario liturgico benché nel Martirologio Romano sia inserito il 14 novembre; le notizie biografiche poi sono scarne ed incerte.

 

Durante il periodo precedente la primavera, considerato al pari di un capodanno, le antiche popolazioni attuavano cerimonie di purificazione indirizzandole soprattutto ai campi che lustravano accuratamente perché, come una sorta di grembo materno, accogliessero il nuovo seme.

 

Fra i pupi di terracotta che popolavano il presepe tradizionale, vi erano alcuni personaggi che non potevano mancare nel contesto della rappresentazione; uno di questi era Silvestro, chiamato volgarmente lu Sciuliesciu, il primo pastore a raggiungere la grotta la notte di Natale.

 

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