Ricorreva ieri, 12 dicembre, il 33° anniversario della Marcia per la pace di Sarajevo, guidata da don Tonino Bello, uno degli episodi più significativi e simbolici della sua testimonianza di vescovo e di uomo di pace.
Il nome di Santa Lucia, martire di Siracusa che subì il martirio nel 304, geograficamente è molto diffuso dopo quello di San Pietro, ed è dato a paesi e contrade, castelli e ponti, santuari, tabernacoli e cappelle, nel solco della protettrice degli occhi e della vista.
San Nicola, vescovo di Myra è il più amato in tutta la cristianità cattolica, ortodossa e protestante in cui le tre diverse fedi religiose trovano un accordo ecumenico.
“Guardiamo oggi alla figura del nuovo beato, il sacerdote Carmine De Palma, considerando alla luce del Pastore buono pure il lungo ministero da lui svolto in questa Chiesa di Bari, a cominciare da quello di canonico del Capitolo di San Nicola, donde, sostenute da una spiritualità benedettina, si irradiarono poi tante altre benefiche attività pastorali”.
Ci sono nella storia accadimenti che vengono dimenticati. Forse perché non se ne comprende la portata o forse perché, quando la stessa è dirompente, rivoluzionaria, si preferisce nasconderli. Occultarli. Il mondo è andato sempre così. Poi all’improvviso succede quello che per cinquanta anni non è successo.
L’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, invita la comunità diocesana alla celebrazione eucaristica con il rito di beatificazione di Carmine de Palma, presieduta dal card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, sabato 15 novembre, alle 10, nella cattedrale di Bari.