Sarà pure poco noto ma i fedeli leccesi non celebravano la memoria di Sant’Oronzo solo nella giornata del 26 agosto. L’antico calendario locale registrava infatti altre tre ricorrenze consacrate al culto del martire.

 

Come da antica tradizione, la giornata del 25 agosto, vigilia della solennità dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato, il vescovo di Lecce, si reca in pellegrinaggio nel luogo dove, secondo la tradizione, Sant’Oronzo ha subito il martirio.

 

Spesso si corre il rischio di passare ignari accanto alla storia. È quello che può capitare al visitatore sbadato della chiesa dell’Ausiliatrice a Turi.

 

Roccapelago, in provincia di Modena, è un minuscolo borgo che conta oggi soltanto poche decine di abitanti. Circondato dalle cime dell’Appennino emiliano e prossimo alla vetta del Sasso Tignoso, è una contrada ricca di storia.

 

Era il 21 Ottobre 1915, di sera che quasi tramontava. Sul Monte Cappuccio spirava un vento freddo e triste, che già sapeva di autunno inoltrato. L’artiglieria imperiale cannoneggiava maledettamente, facendo mulinare in aria intere zolle di terra.

 

Un tratto caratteristico che la devozione pugliese ha attribuito nel corso dei secoli a Sant’Oronzo è il suo intervento volto a scongiurare epidemie, tempeste di fulmini e terremoti. Il primo caso risultò decisivo per il patronato di Lecce.

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce