Come cambia il modo di educare, comunicare e costruire comunità nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale?

 

Che cosa significa, oggi, parlare di Mediterraneo, inteso non semplicemente come spazio geografico, ma come luogo teologico di incontro, relazione e scambio culturale e umano?

 

Martedì 3 febbraio, dalle 17 alle 19, l’Issrm “Don Tonino Bello” di Lecce ospiterà l’incontro “Mediterraneo e comunione”, nuovo appuntamento del corso di aggiornamento ecumenico “Koinè del Mediterraneo” (LEGGI).

 

Per la prima volta il corso di aggiornamento ecumenico della Facoltà teologica pugliese fa tappa a Lecce, portando all’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano (Issrm) “don Tonino Bello” una riflessione di alto profilo su uno dei temi più attuali della teologia contemporanea: la comunione pensata dal Mediterraneo.

 

C'è un modo di vivere la fede che passa attraverso gli occhi prima ancora che attraverso le parole. Un modo che i nostri antenati conoscevano bene quando dipingevano affreschi nelle chiese, quando tracciavano vie di pellegrinaggio, quando scandivano l'anno con colori e simboli che parlavano al cuore.

 

Come nell’antica Grecia, quando l’educazione non si esauriva tra le colonne delle accademie ma prendeva forma nei ginnasi, nelle agorà, nei cammini condivisi, nei luoghi del dialogo e nella vita comunitaria, anche oggi c’è chi sceglie di uscire “fuori le mura” per tornare all’essenza della pedagogia: l’incontro vivo con la realtà.

 

 

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