Era il 10 agosto del 1982 quando San Giovani Paolo II nominava il Venerabile don Tonino Bello nuovo vescovo dell’allora diocesi di Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi, poi divenuta diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, e a Tricase, dove don Tonino è stato parroco, si ricorda questo evento a 43 anni dalla consacrazione episcopale.
Ieri mattina, dal sagrato del santuario di Pompei, s’è elevato il grazie di tutto il popolo dei devoti della Madonna del Rosario per la canonizzazione del fondatore Bartolo Longo, proclamato santo domenica 19 ottobre, in Piazza San Pietro, da Papa Leone XIV.
“Torno in Valle di Pompei, ma lascio il mio cuore a Latiano”. Le parole semplici, ma cariche di affetto, scritte da Bartolo Longo nel 1925 su un biglietto oggi custodito con cura, raccontano il legame profondo e mai reciso tra il futuro santo e la sua città natale.
Sette beati saranno canonizzati oggi 19 ottobre da Papa Leone XIV, fra loro il pugliese di Latiano, Bartolo Longo.
Secondo una leggenda San Luca, evangelista, sarebbe stato colui che per primo raffigurò la Madonna col Bambino che sarebbe diventato il modello di tante Madonne nere; secondo un’altra, la prima Madonna “Hodegitria” (protettrice dei viandanti), dipinta da San Luca in Gerusalemme, fu trafugata da Pulcheria, nobile bizantina, trasportata nascostamente a Costantinopoli ed esposta alla venerazione dei fedeli in una chiesa che le fu dedicata.
Tra le numerose leggende legate alla presenza a Lecce di San Francesco d’Assisi si registra quella che il santo si sia fermato nel 1222 presso l’originario convento dei frati minori e vi abbia lasciato un sandalo al quale furono attribuite miracolose guarigioni.