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Per la sua professione di medico, Pantaleone o Pantaleo condivide con i santi Luca, Cosimo e Damiano il patronato sui medici.

La chiesa romana a Lui intitolata era sede dell’Associazione Italiana dei Medici e, un tempo, nella ricorrenza del 27 luglio, si rinnovava la consuetudine di distribuire un’acqua miracolosa; inoltre, durante la novena, si recitava una preghiera contenente la richiesta di guarire da ogni sorta di malattia.

Anche a Lecce vi era la congrega di san Pantaleone che officiava nella chiesa di Maria Santissima della Divina Provvidenza, popolarmente detta delle Alcantarine, dove si pregava il santo principalmente perché favorisse le vincite al lotto con la seguente invocazione popolare:

Santu Pantaleu meu,                            San Pantaleo mio,

sienti ce te dicu jeu:                              senti cosa ti dico io:

per la mia povertà,                               per la mia povertà,

damme tre numeri per carità.              dammi tre numeri per carità.

    

       

Un tempo gli abitanti di Surbo, dopo la festa di san Pantaleo, andavano alla spiaggia di Torre Rinalda, a pochi chilometri dal centro abitato; vi si recavano con carri trainati da cavalli e, data la straordinarietà dell’evento e la situazione in cui versavano.

Per approfondimenti: R. Barletta, Quale santo invocare?, Edizioni Grifo, 2013

 

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