Non soltanto riflettere sulla missione, bensì cominciare a immaginare concretamente come realizzarla nelle strade e nei luoghi di incontro.

 

 

È stato questo il filo conduttore della quarta Giornata di formazione degli operatori pastorali della parrocchia Maria SS. Assunta di Trepuzzi, svoltasi domenica scorsa presso la Curia di Lecce, dal titolo “Missione oggi… Vangelo per tutti!”.

Una parola che ha accompagnato l'intera giornata e che ha suggerito una domanda di fondo: siamo ancora capaci di riconoscere nelle persone e nei luoghi della nostra città quel popolo che Dio ama e che forse non abbiamo ancora imparato a incontrare?

A ispirare l'incontro, il versetto degli Atti degli Apostoli “In questa città io ho un popolo numeroso” (At 18,10), guidato dal parroco don Luca Bisconti. Di fronte alle resistenze incontrate, Paolo non rinuncia alla missione, ma apre nuove strade, rivolgendosi anche ai pagani. Proprio in questo contesto riceve dal Signore l'invito a non avere paura e a continuare ad annunciare, perché in quella città esiste già un popolo numeroso.

La riflessione ha così richiamato la necessità di una conversione dello sguardo: non fermarsi a contare quanti non frequentano più la vita ecclesiale, ma riconoscere le tante persone che abitano il territorio e che attendono di essere incontrate.

Il momento centrale della formazione è stato affidato a Padre Saverio Zampa, missionario degli Oblati di Maria Immacolata, che ha proposto una relazione dal titolo “Missione oggi... Vangelo per tutti!”.

Padre Saverio ha approfondito due dimensioni fondamentali della missione cristiana: l'invio ad annunciare il Vangelo, richiamato dal mandato missionario del Vangelo di Matteo, e la testimonianza della comunione fraterna, espressa nella preghiera di Gesù per l'unità dei discepoli nel Vangelo di Giovanni.

Particolare attenzione è stata dedicata alle trasformazioni della società contemporanea e alle difficoltà che oggi accompagnano la trasmissione della fede, soprattutto alle nuove generazioni. In un contesto profondamente cambiato, non basta moltiplicare iniziative o riproporre modelli pastorali del passato, occorre, invece, riscoprire uno stile missionario capace di incontrare le persone nella concretezza della loro vita.

Da qui la proposta di leggere la missione attraverso la categoria del dono. Una Chiesa che offre gratuitamente ciò che ha ricevuto, senza pretendere nulla in cambio, diventando luogo di ospitalità, ascolto, fraternità e servizio. La prossimità, il dialogo, il rispetto della libertà personale, la cura delle relazioni e l'attenzione ai più fragili sono stati indicati come atteggiamenti fondamentali per una comunità realmente missionaria.

Il pomeriggio è stato dedicato ai lavori di gruppo, attraverso il laboratorio dal titolo provocatorio: “Se uscissimo davvero...”. Ai collaboratori, divisi per gruppi, è stato chiesto di immaginare un piccolo gesto missionario da realizzare in un luogo della città, rispettando tre condizioni: non svolgerlo all'interno degli ambienti parrocchiali, non cominciare con una celebrazione o una catechesi e pensare a qualcosa di semplice, concretamente realizzabile in tempi brevi. Un esercizio che ha spinto gli operatori pastorali su come raggiungerle nei luoghi della loro quotidianità.

Quattro sono state le proposte elaborate dai gruppi, che hanno fatto emergere alcune parole ricorrenti: semplicità, ascolto, rispetto, amicizia, gratuità, assenza di pregiudizi e attenzione ai tempi di ciascuno. Un cambiamento di prospettiva che tocca il cuore stesso dell'azione pastorale.

La prima proposta ha riguardato l'incontro con ragazzi, giovani e giovani famiglie nei luoghi abituali di ritrovo, immaginando un aperitivo durante il quale gli operatori possano mettersi a disposizione per ascoltare domande, curiosità e interrogativi, anche scomodi, in un clima di semplicità e senza pregiudizi.

Un secondo gruppo ha rivolto l'attenzione agli spazi digitali e ai social, proponendo un'iniziativa capace di coinvolgere i giovani attraverso i linguaggi della musica e della cucina. Un progetto intergenerazionale nel quale i giovani possano mettere a disposizione le proprie competenze e gli adulti la propria esperienza, valorizzando i talenti di ciascuno.

Una terza proposta si è concentrata sulle persone sole, immaginando incontri personali, anche attraverso un invito al bar per un caffè o una colazione, come occasioni per costruire relazioni di fiducia, ascoltare e offrire amicizia, senza forzare i tempi delle persone.

Infine, un quarto gruppo ha rivolto lo sguardo alle persone anziane, ai loro familiari e alle persone che le assistono, proponendo visite domiciliari caratterizzate dall'ascolto, dalla convivialità e da piccoli gesti di servizio, valorizzando anche il contributo dei volontari della parrocchia.

Proposte differenti, accomunate da una medesima intuizione: la missione può cominciare da gesti ordinari, capaci di rendere visibile la vicinanza della comunità cristiana senza chiedere nulla in cambio.

La quarta Giornata di formazione si inserisce nel cammino di rinnovamento pastorale che la comunità, in particolare quella di Maria SS. Assunta di Trepuzzi, è chiamata a interrogarsi sul proprio rapporto con il territorio e sulle modalità con cui rendere il Vangelo sempre più vicino alla vita delle persone.

La promessa rivolta a Paolo a Corinto continua così a risuonare anche oggi, nelle strade di Trepuzzi: “Non aver paura; continua a parlare e non tacere [...] in questa città io ho un popolo numeroso”.

Forse il primo passo della missione è proprio questo: credere che quel popolo esista già, imparare a riconoscerlo e trovare il coraggio di andargli incontro.

 

 

 

 

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce