«Con voi ho trovato l’America»: sono state queste le prime parole di don Vincenzo Martella rivolte alla sua nuova famiglia, durante la festosa celebrazione che ha accompagnato il suo ingresso ufficiale come nuovo parroco della comunità di Santa Maria delle Grazie a San Cesario di Lecce. Un passaggio di testimone storico, che segna l’inizio di una nuova missione pastorale.

 

 

Come ha ricordato l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nell’omelia (IL TESTO INTEGRALE), «La parrocchia deve essere una scuola di gratitudine perché all’interno di essa continuamente si apprende l’arte di lodare e di benedire Dio». Tratteggiando il profilo del nuovo parroco, descritto come un uomo serio, studioso e docilmente dedito al servizio della Chiesa, l’arcivescovo ha consegnato a don Vincenzo e ai fedeli un mandato chiaro per il futuro: «In questo cambiamento d’epoca non possiamo più aspettare le persone nelle nostre chiese o nelle nostre sacrestie: dobbiamo andare noi a portare il lieto annuncio».

Accolto da una marea di fedeli, giunti non soltanto da San Cesario, ma anche dalla comunità parrocchiale degli Angeli Custodi di San Pietro Vernotico, e attorniato da numerosi confratelli sacerdoti, don Vincenzo ha vissuto con grande emozione ogni momento del rito di immissione canonica: dalla lettura del decreto di nomina al rinnovo delle promesse e degli impegni sacerdotali, dalla professione di fede al solenne giuramento sui testi sacri, fino alla presa di possesso della sede parrocchiale.

Nel suo primo saluto, il parroco ha voluto indicare il senso della sua nuova missione, partendo dal versetto posto ai piedi dell’altare, «Il Maestro è qui e ti chiama», inteso come un invito a trovare la forza di rimettersi in piedi e a non rimanere ripiegati sulle convinzioni alle quali si è legati: «Ecco perché oggi ripeto un’altra volta il mio sì al Signore e rinnovo la mia disponibilità a seguirlo e a servirlo in questa bella famiglia parrocchiale. San Carlo Acutis, sappiamo, ripeteva spesso: “Non io, ma Dio”. Il protagonismo degli uomini distrugge e isola; il protagonismo di Dio, invece, edifica e salva».

Infine, guardando al cammino che attende l’intera parrocchia, il nuovo pastore ha tracciato la rotta da seguire, richiamando, attraverso una suggestiva metafora, l’impresa di Cristoforo Colombo e le tre caravelle della fede, della speranza e della carità: «I marinai, per non sbagliare la rotta, non guardano il mare, bensì il cielo; non seguono le carte geografiche, ma la mappa delle costellazioni. Nel firmamento della nostra comunità brillano due stelle: la Vergine Maria e San Cesario, il nostro patrono... ma la vera grande stella che ci guida è Cristo. Non è tempo di rimanere sotto coperta: è tempo di issare le vele».

A concludere la celebrazione sono stati i saluti istituzionali e quelli del consiglio pastorale parrocchiale. Il sindaco Giuseppe Distante si è rivolto al neo parroco con queste parole: «L’accoglienza, caro don Vincenzo, non può esaurirsi nell’atmosfera gioiosa di questa serata di festa. Non basta un saluto, non bastano gli applausi. La vera accoglienza comincia domani, nella quotidianità, nella disponibilità reciproca, nella capacità di ascoltarci e sostenerci fianco a fianco nel raggiungimento del bene comune».

Infine, il consiglio pastorale, rappresentato da Giulia D’Alfonso, presidente  dell’Azione cattolica diocesana, ha rivolto il proprio saluto al nuovo pastore: «Caro don Vincenzo, con la semplicità delle nostre vite, con la generosità di chi sceglie di spendersi per qualcosa di più grande e con la ricchezza dei tanti carismi diversi che popolano la nostra parrocchia, ti promettiamo la nostra vicinanza e la nostra fedeltà. Ti riconosciamo già come la guida che ci accompagnerà nella missione di ogni giorno e preghiamo fin da ora perché, insieme a te, riusciamo a trovare strade sempre nuove per essere testimoni credibili dell’amore».

La comunità di San Cesario ha abbracciato il nuovo parroco della matrice all’inizio di questo cammino, incoraggiata anche dalle parole dell’arcivescovo: «Sono certo che don Vincenzo abbia tutte le caratteristiche per servire debitamente questa comunità. Vi chiedo di accoglierlo con amore».

La serata si è conclusa con il taglio della torta augurale nella sala consiliare in piazza, dove è stata donata al nuovo parroco una casula rossa, affinché l’esempio offerto in vita dal martire Cesario possa guidare e proteggere l’operato di don Vincenzo al servizio della comunità parrocchiale di Santa Maria delle Grazie.

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

 

 

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