Una celebrazione nel segno di San Francesco d'Assisi, a ottocento anni dalla sua morte, per riscoprire attraverso la musica e la liturgia l'attualità di un messaggio che continua a parlare al mondo contemporaneo.

È quella che si è svolta domenica scorsa nella cattedrale di Lecce, nell'ambito di Notti Sacre, la rassegna di musica sacra che anche quest'anno ha portato i suoi appuntamenti nel capoluogo salentino.
A presiedere la messa è stato l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, in una liturgia accompagnata dalle composizioni originali degli allievi della classe di composizione del maestro Giuseppe Gigante del Conservatorio di musica “Tito Schipa” di Lecce.
Un incontro tra fede e linguaggio musicale contemporaneo, nato dalla collaborazione tra il Conservatorio e Notti Sacre, con l'obiettivo di tradurre in musica i valori francescani attraverso una proposta artistica capace di coniugare semplicità, spiritualità e sensibilità contemporanea.
Al centro della celebrazione, la figura del Poverello di Assisi e l'eredità spirituale che ha consegnato alla Chiesa e all'umanità. Nel corso dell'omelia, mons. Panzetta ha ricordato come San Francesco abbia contribuito a rinnovare profondamente la vita della Chiesa dall'interno, scegliendo il Vangelo come autentico spartito della propria esistenza.
«San Francesco ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa, nella storia dell'Italia e nelle nostre comunità – ha sottolineato l'arcivescovo – e lo ha fatto vivendo fino in fondo la regola fondamentale che ha scelto per la sua vita: il Vangelo».
Un riferimento che, come ha ricordato mons. Panzetta, ha accompagnato Francesco fino agli ultimi istanti della sua esistenza: «I suoi biografi raccontano che, prima di morire, volle ascoltare il brano del Vangelo di Giovanni in cui Gesù lava i piedi ai discepoli. Potremmo dire che ha voluto rileggere quel Vangelo che aveva illuminato tutta la sua vita».
Un'eredità che continua a vivere non soltanto nelle numerose famiglie francescane, ma anche in quanti scelgono quotidianamente di seguire il Vangelo. «Francesco è come un albero che ha prodotto tantissimi rami. Tante persone hanno trovato la strada per diventare sante camminando dietro di lui», ha aggiunto l'arcivescovo, evidenziando come il suo messaggio abbia contribuito a generare un vero e proprio umanesimo francescano, capace di andare oltre i confini del Cristianesimo grazie a una visione equilibrata del rapporto tra l'uomo e il creato.
A rendere particolarmente significativa la celebrazione è stato il contributo musicale del Conservatorio “Tito Schipa”. Le composizioni, firmate da Linda Massaro, Pasquale Nisi, Vincenzo Pernisco, Orazio Saracino e Toni Tarantino, sono state eseguite dall'Orchestra del Conservatorio e dal coro Echi Provvisori, con Tommaso Reho all'organo e Pasquale Nisi alla direzione.
L'appuntamento si inserisce nel programma leccese di Notti Sacre, rassegna nata a Bari da un'idea di mons. Antonio Parisi e giunta alla sua sedicesima edizione. Realizzata da ArtWork e Vallisa Cultura, sotto l'alto patrocinio del Pontificio Consiglio della cultura, la manifestazione coinvolge le arcidiocesi di Bari-Bitonto e di Lecce, proponendo un percorso nel quale la musica sacra diventa occasione di incontro, riflessione e valorizzazione del patrimonio religioso e culturale.
«La serata ha trasmesso tanti messaggi importanti: quello di San Francesco, quello della musica e quello di tante realtà che, come ArtWork e il Conservatorio, cercano di contribuire, ciascuna con il proprio impegno, a innalzare l'offerta culturale e turistica del territorio - ha spiegato Paolo Babbo, presidente di ArtWork -. Chi viene a Lecce deve poter incontrare la bellezza, la cultura e la fede: elementi che questa sera si ritrovano insieme in un unico appuntamento».
Il programma leccese di Notti Sacre proseguirà fino al 25 ottobre con altri tre appuntamenti, tutti a ingresso gratuito, ospitati in altrettanti luoghi di culto della città: la basilica del Rosario, la chiesa di San Matteo e la chiesa di Sant'Anna.
Un itinerario musicale e spirituale che, attraverso luoghi e linguaggi differenti, invita a riscoprire il valore della musica sacra come patrimonio vivo e condiviso.
Photogallery di Francesco Sciolti.

