Un’appendice significativa, quasi un fuori programma, è quello avuto nel corso del consiglio presbiterale convocato ieri 19 febbraio, dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nella nuova sede della curia arcivescovile.

A margine dell’incontro e nel completamento dei lavori per il trasferimento nella nuova sede di Castromediano di tutta la macchina curiale che assiste il presule nell’esercizio del suo ministero episcopale, il pastore della Chiesa di Lecce ha voluto presentare ai membri del consiglio e, loro tramite, a tutta la comunità diocesana i nuovi loghi dell’arcidiocesi e della curia (LEGGI).
I lavori per la realizzazione, svoltisi sotto l’attenta supervisione dell’arcivescovo stesso e seguiti con particolare attenzione del segretario del presule, don Andrea Gelardo e del segretario per gli affari generali di curia don Federico Andriani sono stati realizzati da Daniele De Paola, un graphic designer e consulente di comunicazione che dopo anni di formazione, studio ed esperienza maturata presso diverse agenzie di comunicazione del territorio, l’11 marzo 2018 fonda l’agenzia di comunicazione “Core” a Trepuzzi, progetto nato anche grazie al sostegno del Microcredito Sant’Oronzo del Progetto Policoro.

Da sempre impegnato nel sociale, Daniele è membro di Azione cattolica ed ha supportato graficamente le iniziative del Servizio diocesano di pastorale giovanile e dell’Ac di Lecce, collaborando con i diversi settori dell’associazione. Nel corso della sua attività ha sviluppato numerosi progetti di comunicazione integrata, curando l’identità visiva e le campagne social per aziende, manifestazioni private e pubbliche come ad esempio “Bande a Sud”, la “Città del Libro”, rassegne letterarie e molto altro.
Il logo della Chiesa e della Curia arcivescovile di Lecce che ha creato sono un emblema di forte identità storico-artistica e spirituale; si configura, infatti, per la forte valenza simbolica nella quale confluiscono la memoria storica della Chiesa leccese e la sua missione spirituale.
La composizione trae ispirazione da un particolare della facciata del Duomo di Lecce, fulcro architettonico e sacro della città, richiamandone la maestosità e la tradizione secolare. L’impianto formale custodisce al centro l’effige di Sant’Oronzo, primo vescovo di Lecce, patrono e protettore comunità salentina, rappresentato quale guida vigile e riferimento identitario dell’intera arcidiocesi.
L’armonia delle forme, la purezza delle linee e l’equilibrio cromatico concorrono a restituire un’immagine di dignità e continuità. La scelta cromatica dei loghi assume un significato profondamente sacro e teologico.
Il blu, dominante nella struttura architettonica, richiama la dimensione del cielo e dell’eternità: colore tradizionalmente associato alla spiritualità, alla contemplazione e alla protezione divina.
In ambito cristiano rimanda, inoltre, alla figura della Vergine Maria, segno di custodia e intercessione e conferisce al simbolo un senso di stabilità, autorevolezza e appartenenza alla Chiesa universale.
L’oro, che illumina la figura di Sant’Oronzo e gli elementi centrali, è da sempre richiamo alla luce di Dio, alla gloria e alla santità; è il colore della regalità divina e della trascendenza, evocazione della presenza del sacro e della dignità del ministero ecclesiale.
Nell’iconografia cristiana l’oro rappresenta ciò che non è terreno, ma eterno: la luce della fede che guida e orienta la comunità.
Il bianco, impiegato come elemento di equilibrio e purezza formale, richiama la verità, la limpidezza e la santità della Chiesa, oltre che la dimensione pasquale della resurrezione e della speranza.
L’azzurro, in particolare nelle onde alla base, introduce un riferimento simbolico alla vita e al battesimo, acqua generatrice e segno di rinnovamento spirituale, ma anche al territorio salentino, profondamente legato al mare e alla sua storia.
L’insieme cromatico, dunque, non è soltanto estetico, ma costituisce una vera grammatica sacra: una sintesi visiva di fede, protezione, luce e continuità ecclesiale.
Insieme ai sacerdoti collaboratori e al grafico che ne hanno curato la progettazione e la stesura, entusiasta è stato l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta che a conclusione dell’incontro così si è espresso: “Desidero ringraziare il grafico e i sacerdoti che, insieme con me, hanno seguito le fasi realizzative di questi loghi. Dotare la diocesi e la curia di un proprio stemma è un processo che si innesta in quella fase di crescita e di cambiamento che, come comunità diocesana, abbiamo intrapreso attuando il trasloco in questa nuova sede per garantire una unità e una maggiore fruibilità alla curia. Il nuovo logo della curia arcivescovile andrà ad accompagnare tutti gli atti di curia e ogni iniziativa diocesana; quello della diocesi sarà, invece, utilizzato per tutti quegli eventi che domandano il patrocinio alla nostra Chiesa particolare. Lo stemma del vescovo, invece, verrà usato per i documenti propri del vescovo”.


