Con l’avvicinarsi dell’inizio delle lezioni del nuovo anno accademico dell'Istituto superiore di scienze religiose metropolitano (Issrm) "don Tonino Bello" di Lecce, si è tenuta venerdì scorso l'assemblea dei docenti. 

 

 

A prendere la parola sono stati, nell'ordine, il direttore, prof. Antonio Bergamo, e il moderatore, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta; i lavori sono poi proseguiti con l'aggiornamento sullo svolgimento del nuovo anno accademico.

Nel suo intervento, Bergamo ha collocato l'avvio dell'anno in una ricorrenza significativa: dieci anni fa l'Istituto diventava metropolitano, un traguardo che, ha osservato, "sulla carta suona più solenne di quanto non sia sembrato vissuto giorno per giorno", non una data da celebrare in sé, ma un punto da cui osservare sia il cammino compiuto sia l'anno che si apre. Prima di ripercorrerlo, il direttore ha voluto dedicare un pensiero per il prof. Luigi Manca, che quest'anno conclude il proprio insegnamento di patrologia: un debito, ha detto, che l'Istituto riconosce con gratitudine.

Bergamo ha quindi ricostruito la crescita dell'Issrm in questo decennio: il consolidamento dei percorsi di Baccalaureato e Licenza in scienze religiose, la collaborazione con il Dipartimento di scienze giuridiche dell'Università del Salento che ha reso possibile il master Dapsos insieme alla Fondazione Caritas diocesana, e una produzione culturale ed editoriale propria - dalla collana Quaderni di Studi, presso Edizioni Vivere In, al dialogo pubblico tra Massimo Cacciari e Piero Coda, fino alle iniziative legate alla pastorale della bellezza. Ha richiamato anche il lavoro meno visibile - l'accompagnamento delle persone, l'organizzazione accademica, la cura dei percorsi di studio - sottolineando che nessuno di questi risultati appartiene a una sola persona, ma al lavoro condiviso di chi insegna, di chi ne garantisce la sostenibilità quotidiana e dell'attenzione con cui l'Arcivescovo ha accompagnato l'Istituto in questi anni.

Ha preso quindi la parola il moderatore dell’Issrm, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, che si è soffermato a lungo sul significato di questi dieci anni di vita metropolitana dell'Istituto. Per il moderatore, la maturità di una comunità accademica si misura proprio nella capacità di affrontare i passaggi decisivi senza scossoni, nella comunione che considera parte della tradizione dell'Issrm fin dalla sua origine. Ha ripercorso il giorno in cui, quando era preside della Facoltà teologica pugliese, insieme a don Luigi Manca, allora direttore dell’Issr di Lecce, aveva intravisto la possibilità di dare vita al progetto, in un momento in cui - ha detto - quella prospettiva non era affatto scontata: un atto di fiducia da parte dei vescovi della metropolia che ha trovato piena conferma negli anni successivi.

Mons. Panzetta ha dedicato ampio spazio al valore della struttura metropolitana, definendola la scelta più feconda compiuta in questo decennio: le diocesi della metropolia hanno sostenuto l'Istituto e l'Istituto ha arricchito la vita pastorale delle Chiese, dando vita a una rete di collaborazioni che oggi si estende ben oltre l'ambito strettamente accademico. Un modello, ha ricordato, che continua a suscitare interesse a livello nazionale in sede di Commissione scuola e università della Cei, in un momento in cui non pochi istituti di scienze religiose in Italia faticano a tenere il passo: un'esperienza originale, "made in Puglia", che rende l'Issrm un punto di riferimento per chi, nel Salento e non solo, cerca un percorso di formazione teologica solido e riconosciuto.

Rivolgendosi alla comunità accademica, il moderatore ha messo in guardia dal rischio che la tensione educativa si eroda nell'abitudine, richiamando l'idea di università di John Henry Newman - proclamato di recente Dottore della Chiesa - fondata sulla comunità di docenti e studenti come cercatori della verità insieme: un'immagine, ha detto, che restituisce il senso più autentico di ciò che accade nei corsi di Baccalaureato e Licenza in scienze religiose, dove la formazione non si esaurisce nella trasmissione di contenuti ma diventa esperienza condivisa di ricerca.

Ha richiamato infine l'impegno editoriale dell'Istituto, a partire dalla rivista interistituzionale nata a Taranto - tuttora un unicum in Italia, presente solo in Puglia - come segno di una vitalità intellettuale che continua a rinnovarsi e ad attrarre nuovi contributi. Ha chiuso il suo saluto con un'espressione di fiducia per l'anno che si apre.

I lavori dell'assemblea sono quindi proseguiti con l'aggiornamento sullo svolgimento del nuovo anno accademico, nel corso del quale è stato ricordato anche il profilo dei percorsi di studio dell'Istituto. Il Baccalaureato e la Licenza in scienze religiose restano aperti non solo a chi si orienta verso l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole - per cui il titolo costituisce il requisito di accesso - ma anche a catechisti, operatori pastorali e a chiunque desideri, senza una destinazione professionale specifica, un percorso strutturato di approfondimento teologico e culturale. Un'offerta che si rivolge tanto a chi cerca una qualifica riconosciuta, quanto a chi è mosso semplicemente dal desiderio di leggere con maggiore consapevolezza le domande di senso che attraversano il presente.

L'assemblea ha infine guardato al calendario dei prossimi appuntamenti: il 15 ottobre è in programma la celebrazione eucaristica di affidamento dell'anno accademico, mentre il 21 ottobre si terrà l'assemblea degli studenti.

 

Photogallery di Arturo Caprioli

 

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