Come l’autore onestamente e correttamente scrive nei ringraziamenti finali, è impossibile che un solo libro (qualsiasi libro e, quindi, anche questo suo) possa avere la pretesa di esaurire il Rinascimento.

Talmente ricco di personalità artistiche e non solo, talmente ampio e pregno di accadimenti questo straordinario periodo storico, che per forza di cose si deve compiere una scelta all’interno delle due categorie (artisti ed eventi) per cercare di tenere fede all’impegno che l’autore ha preso con i suoi lettori: quello, cioè, di cercare di spiegare che il Rinascimento e, quindi, l’Umanesimo sono il più grande contributo di noi italiani alla civiltà universale.
E leggendo “Quando l’Italia rinacque” tutto d’un fiato, come capita con ogni lavoro editoriale di Aldo Cazzullo, vista la fluidità narrativa oltre che la meticolosa conoscenza di ciò che l’autore narra (“nessuna idea senza una storia; nessuna storia senza un’idea” pag. 279), si può serenamente affermare che anche con questo lavoro egli ha mantenuto la parola. Al termine della lettura rimangono bene impresse le cose che non conoscevi dei personaggi e degli eventi; lo spirito che animava gli uni e gli altri; il desiderio e la curiosità di approfondire ciò che fino ad ora ti sfuggiva; il sano orgoglio di riconoscersi “italiani” nel senso più bello e più alto del termine; ma anche un grande senso di responsabilità derivante dal fatto di discendere e di avere dentro di sé una storia che deve impegnarci a dare il meglio e non il peggio dell’essere appunto italiani.
Ed infine, rimane una grande serenità motivata dal fatto che ciascuno di noi non è da solo con i propri limiti e le proprie non conoscenze, ma può contare su chi – come Aldo Cazzullo – ti condivide le sue di conoscenze con il solito garbo, con la solita delicatezza, con la solita maestria e con il solito senso di familiarità.

