Una chiesa gremita, volti attenti e una comunità raccolta attorno all’altare hanno fatto da cornice, ieri sera, alla celebrazione per la presentazione di Padre Stanislav Zontak quale nuovo amministratore parrocchiale della comunità di Santa Maria dell’Idria in Lecce.

 

 

La celebrazione, inserita nella messa vigiliare della Solennità di San Vincenzo De’ Paoli, è stata presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. Accanto a Padre Stanislav hanno concelebrato mons. Cristoforo Palmieri, vescovo emerito della diocesi di Rrëshen, il segretario dell’arcivescovo don Andrea Gelardo e i confratelli della piccola comunità vincenziana presente sul territorio. Ad assistere il vescovo nel corso della celebrazione è stato il diacono Vinicio Russo, direttore del Centro missionario diocesano. Il servizio liturgico è stato affidato agli accoliti e ai ministranti della parrocchia, mentre il coro, diretto dalla maestra Ines Gravili, ha accompagnato con il canto i diversi momenti della celebrazione.

Dopo il saluto iniziale, è stato don Andrea Gelardo a dare lettura del decreto di nomina, sancendo ufficialmente l’inizio del nuovo servizio pastorale di Padre Stanislav nella comunità dell’Idria. Un momento semplice nella forma, ma profondamente significativo nel suo valore ecclesiale: una comunità accoglie il pastore che le viene affidato e, insieme a lui, si dispone a intraprendere un nuovo tratto del proprio cammino.

Nel cuore dell’omelia (IL TESTO INTEGRALE), mons. Panzetta ha invitato i presenti a guardare a questo momento non come a un semplice avvicendamento, ma come a un autentico kairos (in greco antico καιρός), un “tempo favorevole”, un’occasione di grazia per tutta la comunità parrocchiale. “Avere un pastore per la propria comunità - ha sottolineato il presule – è oggi un dono”, non più una realtà da considerare scontata. Un richiamo reso ancora più significativo dalla crisi vocazionale che attraversa l’Europa e dalla situazione di diverse diocesi del Centro-Nord Italia. In questo scenario, la presenza di un nuovo pastore assume dunque un significato che va ben oltre la dimensione organizzativa: diventa segno di una Chiesa che continua a generare, accompagnare e custodire la vita delle proprie comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata dall’arcivescovo anche alla scelta fatta dalla Congregazione della Missione di insediare proprio presso la parrocchia di Lecce una comunità vocazionale. Una scelta accolta con gioia da mons. Panzetta, che ha espresso gratitudine per la presenza in città di giovani che si interrogano sulla chiamata di Dio e cercano, nel discernimento, la strada alla quale il Signore li sta orientando. È stato questo uno dei passaggi più intensi dell’omelia: una comunità che accoglie un nuovo pastore è anche una comunità chiamata a interrogarsi sul proprio futuro.  E proprio da qui è scaturita la domanda posta dall’arcivescovo e consegnata idealmente a tutti i presenti: “Signore, che cosa ti aspetti da questa comunità?”.

Una domanda che la Parola di Dio proclamata nella liturgia consente di rivolgere non soltanto a Padre Stanislav, ma anche agli educatori, ai catechisti, alle religiose e a ciascun fedele in un’occasione autentica di discernimento comunitario chiamando tutti a riconoscersi corresponsabili di un cammino che non può essere affidato soltanto alla guida del sacerdote. Perché l’inizio di un nuovo ministero non riguarda soltanto colui che viene chiamato a guidare, ma coinvolge l’intero popolo di Dio, chiamato a camminare insieme, a riconoscere i segni dei tempi e a lasciarsi sorprendere dall’opera dello Spirito. E, questa consapevolezza è apparsa concreta nei volti dei tanti fedeli presenti. Una comunità viva, dunque, che si prepara ad aprire un nuovo capitolo della propria storia senza dimenticare il patrimonio spirituale ed educativo che negli anni ha saputo custodire e trasmettere.

Al termine dell’omelia, mons. Panzetta ha affidato il cammino di Padre Stanislav e quello dell’intera comunità all’intercessione di Maria di Nazareth e di San Vincenzo de’ Paoli. Un affidamento che diventa anche un augurio: che il nuovo servizio pastorale possa essere fecondo e che la tradizione educativa continui a generare frutti abbondanti.

Al termine della celebrazione, prima della benedizione conclusiva, ha preso la parola Padre Stanislav, che ha voluto rivolgere un breve e sentito pensiero di gratitudine all’arcivescovo e ai fedeli presenti. “Spero di poter continuare la tradizione vincenziana e missionaria di questa comunità - ha detto Padre Stanislav - e di poterla aiutare a vivere sempre più come comunità missionaria, secondo ciò che la Chiesa ci chiede”. Nel rivolgersi all’arcivescovo, ha poi riconosciuto nel ministero del vescovo la presenza di una guida e di un autentico testimone della fede: “Sappiamo che lei, come vescovo, continua il suo servizio apostolico fra noi ed è testimone autentico della fede e garante della fede”. Parole che hanno restituito il senso di una relazione pastorale fondata sulla fiducia, sull’ascolto e sulla comunione ecclesiale.  Infine, ha indicato nella preghiera e nella collaborazione i due strumenti indispensabili per affrontare il nuovo servizio pastorale: “Da parte mia, la preghiera c’è. Prima di venire ho pregato per voi, vi ho amati”. È forse proprio questa la cifra più autentica delle sue prime parole alla comunità parrocchiale: un ministero che desidera nascere dall’affidamento, dalla fraternità e dalla disponibilità a servire.

Per la parrocchia si apre ora una nuova pagina della propria storia: un tempo da vivere nella preghiera, nel servizio e nella fedeltà al Vangelo. E quella domanda - “Signore, che cosa ti aspetti da questa comunità?” - resta ora come una consegna, una provocazione e una promessa per il cammino che comincia.

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli

 

 

 

 

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