Confesso che commentare le tracce della maturità è compito tutt’altro che facile, a cominciare dal fatto che si fatica a orientarsi tra le mille informazioni che escono in proposito.
L’iniziativa dei “Dialoghi al pozzo”, destinata dalla Chiesa di Lecce a promuovere momenti d’incontro, riflessione e conversazione, arricchiti da significative testimonianze, si è dimostrata particolarmente intrigante.
Molti, anche fra noi, hanno paura degli immigrati. La paura è comprensibile, perché il diverso è sconosciuto e conseguentemente genera immagini confuse; ma basta fare un poco di attenzione per accorgersi delle grandi risorse che derivano dall’incontro con l’altro, anche quando questi giunge da lontano.
Un grande sociologo contemporaneo, Z. Bauman, visitando Berlino, rimase colpito e si fermò in silenzio a meditare su poche parole che un anonimo pennello aveva tracciato sul famoso muro che divideva in due parti la città.
Come passare da "essere rete "a "fare rete" nella nostra diocesi? S'impone una verifica a livello locale: come si interagisce tra realtà ecclesiali e come si comunica la vita ecclesiale e sociale, di ambiti pastorali, di uffici di Curia, di parrocchie, movimenti, associazioni?
Un commento senza numeri. Non servono perché sono noti e soprattutto non danno la risposta alla schizofrenia del voto leccese. Stesso giorno, stessa ora, sentimenti opposti. Quale spiegazione?