È stato uno dei dodici Apostoli, insieme al fratello Simone (detto Pietro); entrambi erano pescatori sul lago di Tiberiade.

 

Si avvicina il Giubileo della speranza che Papa Francesco ha indetto con la Bolla “Spes non confundit”. Insieme alle indicazioni giubilari il pontefice ha chiesto di porre, fra i segni di speranza, quella di una celebrazione ecumenica “per rendere evidente la ricchezza della testimonianza dei martiri” che sono segno dell’unità dei cristiani e meglio la esprimono, come ha detto nel suo discorso conclusivo ai partecipanti al convegno del Dicastero delle Cause dei santi “Non c’è amore più grande. Martirio e offerta della vita”.

 

Oggi 29 settembre si festeggia San Michele Arcangelo (insieme con gli altri due Santi Arcangeli, Gabriele e Raffaele) ed è la data giusta per raccontare dei sette santuari dedicati al culto del Santo che sorgono lungo una linea retta di ben due mila kilometri, che taglia l’Europa partendo dall’Irlanda ed arrivando fino ad Israele, passando per Inghilterra, Francia, Italia e Grecia.

 

Oggi è la memoria liturgica dei Santi Cosma e Damiano, martiri dei primi anni del IV secolo durante la persecuzione di Diocleziano.

 

“Un viaggio, quello di Pier Giorgio e dei suoi amici e amiche della ‘compagnia dei tipi loschi’ verso la montagna, dove trascorreranno una giornata in cammino per raggiungere la cima, attraverso i dialoghi, i racconti ma anche gli scherzi e le dinamiche tra loro, si scoprirà chi fosse Pier Giorgio, la sua vitalità, il suo carattere, la sua fede”.

 

In questo passaggio epocale di profonda crisi sistemica e di profondi cambiamenti, è urgente riappropriarsi di quel connaturato anelito a purificare lo sguardo per vedere in maniera profonda e luminosa le persone, la vita e la storia.

 

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