Fin dai tempi di San Gregorio Magno (590-604), il mercoledì dopo la domenica di quinquagesima inaugura il digiuno quaresimale, perciò viene anche chiamato in capite ieiunii.

 

Nella vita quotidiana, capita spesso di attraversare momenti di rottura che sembrano segnare una fine: una relazione che si spezza, un fallimento lavorativo, una delusione profonda.

 

“Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”.

 

La griglia teologica per capire il valore della Veglia è di carattere biblico.

 

Anche il secondo giorno del Triduo Pasquale è giorno cosiddetto “a-liturgico”. Il Sabato Santo non ha altra celebrazione se non la Liturgia delle Ore.

 

Nella tradizione popolare il Venerdì Santo assume una dimensione di profonda tristezza, quasi di lutto; è giorno di digiuno e di astinenza, ma la liturgia, pur nella sua emotività, esprime una serena e maestosa solennità.

 

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce