Non è mai facile raccontare fatti personali, per almeno tre motivi. Primo: c’è il rischio di essere fraintesi. Secondo: si svela un pezzo della propria intimità, e questo non è semplice. Terzo: bisogna uscire dalla cosiddetta “comfort zone”, quel terminale protettivo a cui siamo abituati.

 

“Confesso anzitutto la pochezza della mia fede. Nonostante tutto, nel segreto del mio cuore proprio sulla fede sono stato sempre tentato, anche se, per grazia di Dio, penso di non aver mai ceduto alla tentazione”.

 

Si può scrivere un libro che si interroga sulla morte, come approdo inevitabile dell’umano, e farlo in modo sereno?

 

I vescovi italiani hanno espresso all’unanimità parere favorevole alla richiesta di elevare il Beato Rosario Livatino a patrono dei magistrati italiani.

 

Il mondo è a pezzi, l’umano è frammentato.

 

Di “progresso” si parla ventidue volte, di “dignità” novantotto. È il primo dato che smonta un’attesa: Magnifica humanitas, l’enciclica di Leone XIV (SCARICA), porta l’intelligenza artificiale nel sottotitolo ma la nomina pochissimo.

 

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce