L'intera comunità ecclesiale di Novoli gioisce per il suo pastore don Stefano Spedicato nel 25.mo anniversario di ordinazione presbiterale.

 

 

 

Domani sera, 21 ottobre, giorno dell’ordinazione la comunità intera ringrazierà il Signore per il suo giubileo sacerdotale con una messa che egli presiederà in chiesa madre alle 19.

Un quarto di secolo. Diverse generazioni di novolesi hanno conosciuto don Stefano: prima come docente di religione cattolica, come diacono e poi prete, al fianco di don Flavio De Pascali, parroco di allora.

Novoli lo ha conosciuto in un tratto decisivo della sua vita, dal diaconato al presbiterato, accompagnando e custodendo le primizie della sua vocazione. In molti ricordano ancora, con emozione, una delle sue prime messe celebrate nella chiesa matrice.

Per questo 25.mo ha scelto un'icona biblica, tratta dal racconto Giovanneo, che ha voluto porre come titolo della locandina d'invito rivolta all'intera comunità diocesana e novolese: «Per loro io consacro me stesso» (Gv 17,19). Con queste parole Cristo si rivolge al Padre, offre e consacra se stesso per coloro che gli sono stati affidati. In pochi lo sanno, questa stessa frase è incisa sulla coppa che custodisce le particole, donata insieme al calice in alabastro il giorno della sua ordinazione, perché ogni giorno, sull'altare, potesse ricordare il dono grande che Dio ha fatto della sua vita, chiamata a spezzarsi ogni giorno nell'Eucaristia.

Don Stefano è per me una figura presbiterale fondamentale del mio cammino di discernimento, a immagine di Cristo Buon pastore. Per questo è per me difficile racchiudere in poche righe la relazione che mi lega a don Stefano da tanti anni. Con cuore di padre - mi piace prendere in prestito questa espressione con cui Papa Francesco descriveva San Giuseppe, richiamandone la paternità e la custodia - ho sperimentato tutto questo: avendolo avuto prima come rettore del seminario diocesano di Lecce, fino ad oggi come parroco della mia comunità di Sant'Andrea Apostolo in Novoli. Non posso non ricordare la paternità e la premura con cui ha accompagnato i miei primi passi di discernimento vocazionale, quando da ragazzino di prima media varcavo per la prima volta le soglie del seminario di Lecce in Piazza Duomo, fino ad accompagnarmi alle porte del seminario maggiore di Molfetta.

La paternità e la cura sono un tratto distintivo del suo ministero: un'intelligenza pastorale capace di ascoltare, accogliere e venire incontro al Popolo di Dio, con quello stile evangelico di chi è sempre pronto a farsi tutto a tutti, per tutti. Grazie, don Stefano, per il tuo sì. Un sì che oggi si rinnova e si rinnoverà concretamente nell'impegno che ti vedrà pastore saggio ed umile dell'intera comunità ecclesiale il prossimo 13 novembre. Ad multos annos! Auguri arciprete, così come spesso mi piace chiamarti.

*seminarista di IV teologia

 

 

 

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