Ci sono date che non segnano soltanto il trascorrere del tempo, ma testimoniano la fedeltà di Dio che si intreccia con la generosità dell’uomo.

 

 

 

Un quarto di secolo fa, l’arcidiocesi di Lecce vedeva germogliare il dono vocazionale di tre giovani che scelsero di conformare la propria vita a Cristo Buon Pastore. Oggi, a distanza di venticinque anni, quel “Sì” risuona ancora forte, maturo e ricco di frutti nella gioia di una chiesa locale in festa.

 La comunità diocesana - con uno sguardo d’affetto particolare rivolto alle parrocchie di San Bernardino Realino e San Guido in Lecce e a quella di Sant'Andrea Apostolo in Novoli - si stringe in un abbraccio grato e commosso attorno a don Nando Capone, don Alessandro Saponaro e don Stefano Spedicato.

Era l’anno 2001 quando, per l'imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del compianto arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi, pronunciarono il loro "Adsum". Un "Eccomi" non formale, ma radicale, incarnato nella carne e nella storia delle persone.

Ripercorrere questi venticinque anni significa contemplare il mistero di un ministero sacerdotale vissuto come presenza, ascolto e prossimità. Attraverso le loro mani, Cristo continua a spezzare il Pane della Vita e a donare la carezza del Perdono. Nei tabernacoli del cuore umano, don Nando, don Alessandro e don Stefano sono stati custodi di speranze, consolatori nei momenti della prova e guide sapienti nell’accompagnamento spirituale. Hanno visto generazioni fiorire: hanno accolto al fonte battesimale bimbi che oggi sono uomini e donne consapevoli; hanno benedetto l'amore di giovani sposi, sostenendo le famiglie nei passaggi più delicati dell'esistenza; hanno condiviso con mitezza e fermezza la cura delle fragilità umane, facendosi vicini agli ultimi e agli emarginati. Ciascuno con i propri carismi, ma uniti da un'unica passione per il Vangelo e per la Chiesa.

La ricorrenza di un Giubileo sacerdotale non è mai un traguardo individuale, ma un evento di popolo. È la dimostrazione visibile di come la grazia divina operi dentro le debolezze umane per trasformarle in strumenti di salvezza. È la bellezza di una Chiesa che cammina insieme, dove il sacerdote si scopre non solo guida, ma fratello tra fratelli, alimentato dalla preghiera e dal sostegno dell'intero Popolo di Dio.

Questa memoria grata si farà preghiera corale e rendimento di grazie: stasera 18 ottobre 2026, alle 19, la cattedrale di Lecce si farà casa per accogliere la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, alla presenza del presbiterio diocesano, delle autorità e dei tantissimi fedeli che negli anni hanno incrociato il cammino di questi tre presbiteri.

A don Nando, don Alessandro e don Stefano giunga l'augurio più affettuoso e profondo di tutta la redazione di Portalecce e della comunità diocesana. Che lo Spirito Santo continui a rinnovare ogni giorno la freschezza di quel primo amore e la gioia del servizio, perché il loro ministero continui a essere punto di riferimento, casa accogliente e segno luminoso della misericordia del Padre.

 

 

 

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