Giovedì scorso, il maestro Carlo Chirizzi, organista del Coro diocesano di Lecce, “Exulta et lauda”, ha conseguito il Diploma accademico di primo livello in organo e musica liturgica presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, con la votazione di 110/110 e lode. Relatore della tesi è stato il prof. Antonio Rizzato.

 

 

 

Il lavoro, dal titolo “L’alternatim nella messa per organo in Italia tra XVI e XVII secolo: prassi, repertori e contesti liturgici”, affronta una delle pratiche più caratteristiche della liturgia tra Rinascimento e Barocco. Nella messa in alternatim i versetti dell’Ordinario, il Kyrie, il Gloria, il Sanctus, l’Agnus Dei, si alternavano tra il canto gregoriano della schola e brevi composizioni affidate all’organo, che “rispondeva” al coro prendendo il posto di alcuni versetti cantati. Una prassi che ha generato un repertorio di grande valore, da Girolamo Cavazzoni a Claudio Merulo, fino ai Fiori musicali di Girolamo Frescobaldi, e che le norme liturgiche del tempo, a partire dal Caeremoniale Episcoporum del 1600, cercarono di regolare perché il testo sacro non andasse perduto.

Studiare l’alternatim significa tenere insieme musica e liturgia: capire non solo cosa suonava l’organista, ma perché, in quale momento del rito e con quale funzione. È esattamente lo sguardo che un corso di organo e musica liturgica chiede di maturare, e che la tesi di Carlo restituisce con rigore.

Lui stesso ha raccontato il traguardo con parole semplici: “Un lungo periodo di studio, sacrifici, impegno, dedizione e passione e, soprattutto con la grazia di Dio”. È il modo giusto di leggere un percorso come questo. La competenza musicale, per chi serve la liturgia, non è un fine in sé ma un dono messo a disposizione della preghiera della Chiesa.

A Carlo vanno le congratulazioni più vive di don Mattia Murra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, e della maestra Ines Gravili, direttrice del Coro diocesano “Exulta et lauda”. “Davvero - afferma don Mattia - esultiamo per lui, e lo accompagniamo con l’augurio che il suo talento continui a crescere e a farsi servizio, perché le nostre celebrazioni siano sempre più belle e degne del Mistero che celebrano”.

 

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