Lo scorso 14 ottobre don Nando Capone, parroco di San Bernardino Realino in Lecce ha festeggiato il suo giubileo sacerdotale. Le attestazioni di affetto giunte sul post che Portalecce gli ha dedicato su Facebook hanno sfondato il muro delle 130mila visualizzazioni. Segno eloquente. Ad esse si aggiunge, in arrivo dalla comunità parrocchiale che guida, il contributo che segue.

Circa sei mesi prima di diventare sacerdote, nel giorno dell'ordinazione diaconale, quando don Nando si è inginocchiato davanti all'arcivescovo per la preghiera consacratoria, ha strappato subito un sorriso alle persone presenti, perché non aveva avuto il tempo o non aveva pensato di rimuovere le etichette delle scarpe nuove. Segno premonitore che a lui certe scarpe e soprattutto certe etichette non gli sarebbero mai andate a genio.
Il suo ministero, infatti, è stato caratterizzato sin da subito da un'umanità vera e perciò per nulla in contrasto con la sua missione santificatrice. Un'umanità capace di unire la preghiera con un servizio pastorale estremamente disponibile ed accogliente, aperto effettivamente ed affettivamente a tutti, nessuno escluso, capace com'è di accogliere chiunque gli si presenti per le sue necessità con uno sguardo pastorale che supera confini e steccati. Sempre molto presente e attento all'organizzazione della comunità, egli sa dimostrare che è possibile coniugare una profondità spirituale e un'autentica simpatia per le vite che intercetta, radicato sulle fondamenta di un vangelo e di un cristianesimo interiorizzati e non ridotti a una sorta di comfort zone delle coscienze.
In una parola, il nostro parroco rappresenta per noi, come già per i fedeli delle altre comunità che ha servito, la simpatia di Dio: un prete cioè capace di unire i battiti del suo cuore, anche quando ogni tanto è un po' acciaccato, con i ritmi dei cuori di chi incontra. Un uomo e un sacerdote simpatico, capace di condurre le persone a Dio perché in grado di sentire insieme al popolo nei momenti di gioia come quelli di sconforto. In tempi di disorientamento e di violenza che spesso sembrano lasciarci tramortiti, don Nando resta una bussola sicura che nelle burrasche della vita mostra il faro sicuro della luce di Dio.

