Il 3 ottobre del 2004 in Piazza San Pietro, San Giovanni Paolo II beatificò Carlo I° D’Asburgo (1887-1922), ultimo sovrano dell’Impero austro-ungarico.

Salito al trono nel 1916 alla morte del prozio l’imperatore Francesco Giuseppe (1830-1916), il Beato Carlo si trovò a regnare durante il sanguinoso e terribile conflitto della Prima Guerra Mondiale che lui, unico Capo di Stato in quel tragico scenario, cercò in molti modi di far cessare mediante un instancabile lavoro diplomatico. Ancora oggi da molti è ricordato come l’imperatore della pace, in quanto si prodigò per il bene comune, la pace e l’armonia tra i popoli. Morì in esilio, tradito, calunniato e abbandonato da tutti, nell’isola atlantica di Madera (Portogallo) il 1° aprile 1922.
Perché ricordare un uomo politico, per altro austriaco, del secolo scorso? Perché il Beato Carlo è una figura che ha lasciato fulgidi esempi di vita cristiana. Fu, infatti, sposo amorevole, marito fedele e padre premuroso di ben otto figli, ma soprattutto va ricordato per la sua esemplare coerenza agli insegnamenti evangelici. In questi tempi oscuri, convulsi e difficili, nei quali prevalgono il caos e l’insicurezza per il futuro, Santa Romana Chiesa addita a tutti e in special modo agli uomini politici, il luminoso esempio di vita di un sovrano e Capo di Stato che cercò sapientemente di trasfondere i principi cristiani con ammirabile coerenza anche nelle leggi e nelle decisioni politiche.
Pertanto, nel giorno dedicato alla sua memoria liturgica, su iniziativa dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote in collaborazione con Alleanza Cattolica, a Lecce domani 21 ottobre, nella chiesa di Sant’Anna (Via G. Libertini), alle 18.30, sarà celebrata una santa messa, durante la quale sarà ricordata la figura del Beato.


