“Usando” San Francesco di Sales, don Pinuccio Sacino dedica alla Madonna una delle sue ultime fatiche letterarie: “L’Ape madre, Maria. Mese mariano alla scuola di San Francesco di Sales” (Edizioni OasiApp, Teramo, 2024, pagg. 169).

 

 

 

Don Pinuccio Sacino, sacerdote per sempre ma pure “prof” per sempre (non riesce a non commuoversi quando ricorda gli anni di insegnamento - primi anni ’80 - al Liceo Palmieri di Lecce) nel suo libro utilizza uno stile pedagogico per condurre il lettore, nel tempo immaginario di un mese mariano, a conoscere e a interiorizzare le massime di San Francesco di Sales che, ancora oggi, è tra i più grandi cantori della santità e dell’unicità di Maria di Nazaret.

San Francesco di Sales, che diventò vescovo di Ginevra il 15 luglio 1599 senza potervi risiedere per l’ostilità dei protestanti, conobbe la devozione nella sua accezione più sicura: senza dubbio non disdegnò di ritenerla soave e dolce, ma la volle pure forte e maschia. Tale ambivalenza, lungi dall’essere una stranezza, fu il frutto di un grande equilibrio, raggiunto con pazienza, sacrificio e preghiera. Raggiunto soprattutto con l’affidamento filiale a Maria, che gli fece conseguire il dono della dolcezza; proprio a lui, che di temperamento era sì tranquillo, ma pure focoso e perfino con scatti di collera. Lo stesso San Francesco ammetteva: dolci non si nasce, ma lo si diventa!

La sua predicazione, ricorda don Pinuccio, fu prevalentemente mariana e fin da giovane si consacrò alla Madre celeste, davanti all’immagine della Vierge Coire de la Bonne Delivrance, poi distrutta dai rivoluzionari durante la Rivoluzione francese. Maria è sempre presente nella spiritualità del Sales e fu punto di riferimento nella sua opera di direzione spirituale e nella fondazione dell’Ordine delle Suore Visitandine.

In una trentina di capitoli - per l’appunto oggetto di meditazione per un mese mariano - ad uno stralcio delle Lettere del Santo (ne scrisse tantissime) segue la proposta di riflessione, quindi la preghiera a tema e il proponimento finale (impegno con gioia). Tale canovaccio consente di andare oltre la mera lettura, e il libro diventa qualcosa da fare, ogni giorno con Maria e con un impegno preciso (una volta si chiamavano fioretti) da mettere in pratica.

Si parte dunque dalle Lettere di San Francesco di Sales, che sono sempre frutto di apostolato e di carità fraterna. E qui è una delle sue grandezze: Lui, a posteriori dichiarato patrono dei giornalisti e degli scrittori, non volle mai essere considerato tale. Eppure, usò gli scritti (anche poche righe su semplici bigliettini di carta) per esortare all’amore di Dio, ma pure per riportare nell’alveo cattolico i confusi dalle dispute con il protestantesimo, che negli ultimi anni del ‘600 si andava diffondendo in Svizzera, in Germania, nella Savoia e anche nella Francia, figlia prediletta della Chiesa.

Venendo al titolo del libro, perché Maria è l’ape madre? Don Pinuccio ne parla espressamente nell’ultimo capitolo, prima della conclusione, allorché ricorda che “L’ape regina - Santa Maria - ci dona il miele - Gesù - ed è lei che anche come madre della Chiesa lo depone dolcemente nel cuore di ognuno”, e ancora: come l’ape regina vive per dare vita all’alveare così Maria, nostra amabile Signora, vive per la nostra vita, per difenderci dagli attacchi delle “infezioni del mondo” che ci condurrebbero a sicura rovina. Tanto più che - chiosa don Pinuccio - il modo migliore per rovinarsi l’anima è pensare: il demonio non c’è, e se c’è, non mi farà mai nulla. Proprio in quel momento lui tenta e vince…

Maria, l’Ape regina che ci difende dal maligno, il miele, la dolcezza da conquistare, l’affabilità con il prossimo: un percorso teologico ma anche un impegno di vita personale da affrontare con serenità e gioia. È questo - mi sembra - il lascito maggiore dell'ennesima fatica teologico-letteraria del caro don Pinuccio, mio stimato prof di storia e filosofia al Liceo Palmieri di Lecce, in un tempo che fu.

P.S. Questo e altri scritti di don Pinuccio sono reperibili in libreria o presso l’autore (cell 3383053194; tel 0832 1815094; email: dongiuseppesacino@gmail,com)

 

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