Con una notificazione inviata a tutti i presbiteri per mandato dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta e tramite essi a tutti i fedeli, don Mattia Murra, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano ha reso note alcune disposizioni diocesane circa la celebrazione nella giornata del 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

 

 

 

Scrive, infatti, Murra che “il 2 novembre ogni presbitero può celebrare tre messe, a una certa distanza di tempo l'una dall'altra, risalendo tale alla Costituzione apostolica Incruentum altaris di Benedetto XV (10 agosto 1915) e recepita nelle rubriche del Messale Romano per questo giorno: è una facoltà, non di un obbligo”.

Alla luce di tale pronunciamento le rubriche regolamentano quanto segue: ogni presbitero che celebri le tre messe è tenuto ad applicare l’intenzione in questo modo: una a libera scelta del celebrante; una seconda va applicata per tutti i fedeli defunti e una terza messa secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Consequenzialmente, dunque, ogni presbitero dispone di una sola messa ad libitum dal momento che le altre due hanno già l'intenzione scandita dal Messale e non possono essere applicate per scopi particolari. Chi celebra una sola messa la applica liberamente, come in qualsiasi altro giorno.

Il presbitero che celebra al cimitero e anche in parrocchia, è chiamato a stabilire in anticipo quale delle intenzioni sarà quella ad libitum; nel caso in cui optasse per la celebrazione al cimitero, accogliendo l'intenzione di una famiglia, le altre messe della giornata saranno necessariamente applicate per tutti i fedeli defunti e per le intenzioni del Papa.

Per tale ragione, tuttavia, anche il contrario: se l'intenzione libera è già stata data a una messa in parrocchia, la messa al cimitero sarà una delle due con intenzione prescritta.

Prosegue il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano: “Suggeriamo di valutare con favore la scelta di applicare la messa al cimitero per tutti i fedeli defunti: è l'intenzione che meglio corrisponde al senso della celebrazione e al popolo che vi partecipa, e sottrae il momento più partecipato della giornata alla logica delle intenzioni accumulate”.

Quei presbiteri che intendessero recarsi in un cimitero che non ricade nel territorio della propria parrocchia e qui celebrare la messa che può applicare liberamente, è tenuto ad avvisare per tempo il parroco che ha giurisdizione su quel cimitero; è un gesto di comunione tra confratelli e permette di coordinare orari e celebrazioni, evitando sovrapposizioni e abusi.

Ai presbiteri si ricorda, pertanto, che non è lecito raccogliere più offerte per un'unica messa, iscrivendo i nomi dei defunti di più famiglie, salvo quanto previsto dal Decreto Mos iugiter della Congregazione per il Clero (22 febbraio 1991) per le messe cosiddette plurintenzionali: nel caso in cui venisse fatto, gli offerenti devono risultare informati e consenzienti e occorre rendere pubblici luogo e orari. Tali messe con più intenzioni possono essere celebrate non più di due volte la settimana e al celebrante resta una sola offerta, mentre il resto va destinato secondo le disposizioni dell'Ordinario. Il 2 novembre questa possibilità riguarda comunque la sola messa ad libitum.

Concludendo, l’Ufficio liturgico incoraggia i sacerdoti a rendere note ai fedeli queste norme nelle settimane precedenti il 2 novembre così che, chi chiede una messa per i propri defunti, sappia in anticipo quale celebrazione potrà essere applicata per tale scopo.

 

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