Il Mercoledì delle Ceneri era consuetudine recarsi in chiesa per ricevere sul capo la cenere benedetta, simbolo di penitenza, ottenuta dalla combustione delle palme dell’anno precedente, pure esse benedette.

 

Domani, con il Mercoledì delle Ceneri liturgicamente comincia il periodo di Quaresima o Quadragesima (da quadragesima dies), ossia “il quarantesimo giorno” avanti la Pasqua, un tempo caratterizzato da astinenza e penitenza.

 

Tra la fine del 2025 e l’inizio di questo 2026, si è registrata una serie di atti vandalici e di scriteriato oltraggio nei confronti di alcune tombe situate nel cimitero di Lecce e non soltanto.

 

Con una cerimonia semplice e breve, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha benedetto e inaugurato nella chiesa di Sant’Angelo (santuario diocesano dell’Addolorata) in Lecce la nuova natività ad altezza naturale.

 

La grande cena della vigilia di Natale, con le sue tredici portate, attentamente contate, prevede il pesce come pietanza di base, dall’immancabile tumacchiu”, al baccalà con gli spunzali, bulbi di cipolla germogliati; dai crostacei; agli spaghetti alla pizzaiola, sughetto di pomodoro con tonno, capperi; dall’arrosto di pesce fino all’antica simbologia cristiana del pesce di pasta di mandorla, ottenuta amalgamando sapientemente mandorle e zucchero, e che si aggiunge alle altre dolcezze del Natale salentino.

 

 “Ci uei bidi l’annata granosa, Natale ssuttu e Pasca muddhrata” (“se vuoi vedere un’annata ricca, Natale asciutto e Pasqua bagnata”): è uno dei proverbi che gli anziani seduti intorno allu rueddhrulu su cui poggiava il braciere recitavano ai bambini che ascoltavano incantati le pillole di saggezza e le storie allegre e tristi dei nonni, come fossero splendide fiabe.

 

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce