Mancano poco più di due settimane. Il 5 ottobre, negli spazi dell'Istituto superiore di scienze religiose metropolitano (Issrm) "don Tonino Bello", le aule torneranno a riempirsi di gente: borse appoggiate sui banchi, qualche conoscenza da rinsaldare dopo l'estate, qualche volto nuovo che cerca l'aula giusta.

 

 

È il segnale più semplice e più vero che un anno accademico sta per cominciare - il 2026/27 - e che a Lecce c'è ancora tempo, in queste settimane, per decidere di dedicare parte del proprio tempo allo studio delle scienze religiose.

Non sarà un pubblico uniforme, quello che siederà nelle aule. C'è chi arriva dal liceo o dall'università con un progetto preciso in testa: insegnare religione cattolica nella scuola. E c'è chi, dopo anni di lavoro o di altri studi, torna sui banchi per una ragione meno immediata da spiegare: il bisogno di capire meglio qualcosa che riguarda la propria vita, la propria fede, il proprio modo di stare nel mondo. Per i primi, il percorso ha un punto fermo: la Licenza in scienze religiose, il titolo di laurea magistrale riconosciuto dallo Stato italiano come abilitante all'insegnamento della religione cattolica in ogni ordine e grado scolastico.

Il percorso che porta a quel titolo comincia con il Baccalaureato, tre anni di studio - filosofia, teologia, sacra scrittura, storia della Chiesa, scienze umane - pensati per chi non ha alle spalle una formazione teologica pregressa e vuole costruirla da zero, con calma e con metodo. Segue la Licenza biennale, dove lo studente sceglie tra due strade: l'indirizzo pedagogico-didattico, orientato proprio alla scuola e all'insegnamento, con tirocinio, didattica dell'Irc, legislazione scolastica; oppure l'indirizzo pastorale della bellezza, che intreccia teologia della bellezza, arte sacra, museologia e patrimonio ecclesiastico, un taglio meno frequente altrove, e per questo particolarmente proprio di un istituto che ha nel Salento, nella sua arte, nella sua storia religiosa, un laboratorio a cielo aperto.

Per chi invece non insegue un titolo professionalizzante ma una ricerca personale, il valore del percorso sta altrove: nella possibilità di leggere testi che normalmente si citano senza aver mai letto, di misurarsi con la storia della filosofia e con la teologia sistematica, di frequentare docenti e compagni di corso con cui il pensiero si allarga invece di restringersi. Gli orari, pensati per essere compatibili con il lavoro, dicono che l'istituto ha immaginato fin dall'inizio uno studente adulto, non solo il ventenne a tempo pieno.

C'è poi chi non cerca affatto una laurea, ma solo l'occasione di approfondire un tema per qualche mese: per questo esistono i percorsi per uditori, costruendo un itinerario sino a un massimo di quattro corsi a scelti sulla fede, sulla storia, sull'uomo pensati proprio per chi vuole entrare in un'aula universitaria senza il peso di un piano di studi pluriennale.

Le iscrizioni per l'anno 2026/27 sono aperte, e c'è ancora tempo per farne parte prima che le lezioni comincino, il prossimo 5 ottobre. Tra due settimane le aule si riempiranno di nuovo tra chi guarda a un titolo di studio con un obiettivo professionale preciso, e chi semplicemente a se stesso, con la voglia di capirsi un po' meglio attraverso lo studio.

Tutte le informazioni su corsi e modalità di iscrizione sono disponibili QUI, dove si trova anche il modulo per iscriversi entro l'inizio delle lezioni.

 

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