Mercoledì 4 novembre, alle 20, la comunità diocesana è invitata a raccogliersi in preghiera presso la cappella della Curia arcivescovile di Lecce (Castromediano) per una veglia in preparazione all’ordinazione diaconale di Andrea Rizzo e Simone Maria Politi (LEGGI).

 

 

Questo appuntamento rappresenta un passo fondamentale di accompagnamento per i due giovani che venerdì prossimo 6 novembre, pronunzieranno il loro si davanti a Dio e alla Chiesa. La preghiera comunitaria sarà l'occasione per invocare lo Spirito Santo su Andrea e Simone Maria, affinché il loro futuro ministero diaconale sia fecondo, vissuto nello spirito del servizio, dell'ascolto e della carità evangelica.

Come sottolinea don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano di Pastorale giovanile e vocazionale: “Una vocazione non nasce e non matura nella solitudine di chi la intuisce per la propria vita, né tantomeno si esaurisce nel momento del rito: è una chiamata che si riceve, si discerne e si affida alla preghiera di tutta la Chiesa. Per Andrea e Simone Maria, che diventano diaconi in vista del presbiterato, la veglia che vivremo è l’ultimo momento della preparazione prima del sì che diranno venerdì”.

“Vegliare accanto a loro - spiega don Salvatore - significa riconoscere che quel sì appartiene all'intera comunità diocesana, che lo accompagna e lo sostiene. Accanto a questo, è bello che questo momento di preghiera sia anche un momento di riflessione per i giovani. Il diaconato è la forma del servizio e Gesù stesso si presenta in mezzo ai suoi come colui che serve (Lc 22,27). Spesso si teme che scegliere significhi perdere qualcosa o che si debba decidere da soli”.

L'intera comunità è chiamata dunque a unirsi a questo momento di grazia e di festa attorno ad Andrea e Simone Maria, per sostenerli con l'affetto e la preghiera in un momento così decisivo e fecondo per la loro vita.

“La veglia che vivremo - conclude il direttore Servizio diocesano di Pastorale giovanile e vocazionale - vuole mostrare la bellezza di una scelta che passa dalla preghiera e che vissuta dentro una comunità… Così diventa una vita donata e quindi gioiosa. Per questo il momento che vivremo non riguarda solo i due candidati ma chiede a ciascun giovane di non avere paura di rivolgere al Signore la domanda decisiva: Che cosa vuoi da me?”.

 

 

 

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