Nel calendario liturgico, proprio della Chiesa di Lecce, il prossimo 6 novembre si celebra il 269.mo anniversario della Dedicazione della cattedrale, chiesa madre di tutti i fedeli e centro della vita liturgica diocesana.

IL PROGRAMMA
La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, a partire dalle 18, verrà trasmessa in diretta streaming da Portalecce Tv (pagina Fb) e in tv da Teledehon (ch 19) per la regia di don Emanuele Tramacere e il commento alla liturgia di Antonio Soleti.
DUE NUOVI DIACONI
Per la preghiera consacratoria e l’imposizione delle mani dell’arcivescovo stesso, poi, la celebrazione di quest’anno si arricchirà anche di due doni in più: l’ordinazione diaconale degli accoliti Simone Maria Politi e Andrea Rizzo , il primo seminarista della parrocchia Santa Maria della Porta in Lecce che attualmente svolge la sua esperienza pastorale nella matrice di Novoli; il secondo della parrocchia Maria SS.ma Assunta in Trepuzzi che attualmente collabora nella vita pastorale della parrocchia Santa Maria del Popolo in Surbo.
LA PAROLA DELL’ARCIVESCOVO
Nell’omelia pronunciata lo scorso anno per la medesima occasione, l’arcivescovo Panzetta così si esprimeva a proposito del significato dell’anniversario 6 novembre per la comunità diocesana: “L'anniversario della Dedicazione della Cattedrale è nella nostra diocesi, per una ormai radicata tradizione, un momento di comunione, un momento di gratitudine, che coinvolge tutta la comunità. La cattedrale è segno di un mistero più grande, il mistero della nostra Chiesa. E noi siamo qui per rendere lode a Dio, perché riconosciamo nella nostra Chiesa particolare un dono meraviglioso di Dio per tutti noi”. E aggiungeva: “Tommaso d'Aquino ha definito la Chiesa una forma della grazia di Dio. Noi siamo qui questa sera perché riconosciamo nella nostra Chiesa, che pure ha i suoi limiti, la sua umanità, le sue fragilità, le sue ferite, pur avendo tutto questo, la nostra Chiesa è stupenda perché porta dentro i segni dell'azione di Dio. È per noi un segno della grazia, della benevolenza, della tenerezza di Dio”.
I SIGNIFICATI DELLA CELEBRAZIONE
Il rito della Dedicazione di una chiesa è uno dei riti più suggestivi e ricchi della liturgia latina; in realtà dobbiamo ricordare che nei primi secoli, quando ancora non si era sviluppata una vera e propria liturgia della Dedicazione, era proprio la celebrazione dell’eucaristia a rendere “sacro” il luogo in cui si riunivano i cristiani.
Dopo la riforma liturgica del Vaticano II, con la conseguente revisione dei libri liturgici la liturgia della Dedicazione, presieduta dal vescovo, inizia con la benedizione e l’aspersione dell’acqua sull’altare e sulle pareti dell’edificio.
Successivamente al canto delle Litanie dei santi, il vescovo depone le reliquie di alcuni santi sotto l’altare, segno della presenza di Cristo, l’Unto; le dodici croci, segno degli apostoli, poste su muri del tempio che reggono la Chiesa di Dio, vengono unte con il Sacro Crisma. Infine, l’intero edificio è avvolto dalla nube d’incenso, che sale dal braciere posto sull’altare e che è il simbolo della preghiera che si eleva al Cielo. La Chiesa si illumina a festa, segno della luce di Cristo.
Ricordare il giorno della Dedicazione della cattedrale significa celebrare l’opera della salvezza compiuta dal Signore nella Chiesa diocesana.
Diceva Sant’Agostino in una omelia per la Dedicazione: “se queste pietre materiali non fossero unite tra di loro con la carità, se non combaciassero facilmente, se non si amassero in qualche modo aderendo tra di loro vicendevolmente, questo tempio non ci sarebbe - e aggiungeva - anche noi dobbiamo essere uniti nella carità”. Tutti devono sentirsi come pietre vive a servizio della Chiesa locale.
Infatti, ciascuno è chiamato a proclamare la salvezza operata da Cristo vivendo con gioia, serenità e semplicità il proprio servizio. Ogni servizio è prezioso se contribuisce alla crescita dell’amore della fede, della comunione e della speranza.
CASA DELLA CATTEDRA
Il prossimo 6 novembre, evento storico ed evento spirituale si fonderanno nell’unica celebrazione della Dedicazione che supera il valore di anniversario per confermare invece quello pastorale e teologico che esso rappresenta e rimane immutato: la cattedrale è il “luogo in cui si siede” il vescovo perché vi è posta la càthedra, la sede fisica su cui tradizionalmente sedevano coloro che svolgevano un magistero e ricoprivano un riconosciuto ruolo di insegnamento. Nel linguaggio e nell’esperienza cristiani la cattedra indica la sede episcopale, posta nel presbiterio in posizione di rilievo, da cui il vescovo presiede la liturgia, spiega la Parola di Dio, parla alla sua comunità, benedice in nome di Dio… La chiesa cattedrale, l’ecclesia cathedralis, è dunque la “chiesa del vescovo”, dove egli convoca la diocesi (le persone) intorno a sé per ascoltare la Parola di Dio, per celebrare l’eucarestia centro e fondamento di ogni incontro ecclesiale, per inviare i credenti nella loro missione quotidiana di annuncio e di testimonianza…, per ricentrare la vita dei credenti su Cristo e sulla proposta che ogni giorno il Vangelo fa a ciascuno.
*vicario generale dell’arcidiocesi e parroco della cattedrale di Lecce


