“Quello che abbiamo davanti non è una generazione da gestire, ma una generazione con cui costruire”.

Così don Salvatore Corvino, presbitero della diocesi di Lecce e collaboratore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, che ha guidato il webinar appena concluso dal titolo “Edificare la città” sulla Magnifica humanitas di Leone XIV.
Promosso dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, il percorso ha riunito online, dall’1 al 29 ottobre, don Bruno Bignami, don Christian Barone, la docente Alessandra Carenzio e don Samuele Ferrari.
Don Salvatore ha associato a ciascun relatore una “pietra”: la capacità di guardare prima di costruire, la dignità che precede la prestazione, “i legami prima dei contenuti, i legami prima dei format, prima dei canali” e lo sguardo sui giovani come costruttori.
Tre le consegne per le équipe diocesane. La prima va “dalla prestazione alla presenza”: custodire tempi e luoghi condivisi, perché “laddove Babele ottimizza Gerusalemme ci insegna invece a perdere tempo con le persone”. La seconda invita a passare “da una pastorale giovanile per i giovani a una comunità educante con i giovani” e a chiedersi chi sia accanto a ciascuno nel proprio tratto di muro educativo e se i ragazzi siano destinatari di un servizio o costruttori. La terza riguarda lo stile: l’educazione comincia dagli educatori stessi, perché i giovani osservano ciò che gli adulti fanno, nella preghiera, nell’uso degli strumenti, nella pazienza, prima ancora di ascoltare ciò che dicono. Il traguardo resta la città che Dio sta già costruendo, “un’immagine consolante e anche un’immagine stimolante”.

