Ci sono libri che nascono da un progetto editoriale e libri che nascono da una preghiera. “Un filo azzurro d’amore. Meditazioni sulla Vergine Maria”, che Tau Editrice porta in libreria il prossimo 10 novembre, appartiene alla seconda famiglia.

 

 

 

Lo firma don Gianluca Casanova, sacerdote della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano e lo accompagnano la prefazione del card. Robert Sarah, Prefetto emerito del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e la presentazione dell’arcivescovo Salvatore Pennacchio, presidente della Pontificia accademia ecclesiastica.

Per comprendere queste pagine conviene partire da chi le ha scritte. Don Gianluca è nato a Cerignola nel 1987. Ha studiato antropologia teologica a Molfetta e ha conseguito la licenza e il dottorato in Diritto canonico alla Lateranense. Ha conosciuto la missione in Paraguay e dal luglio 2025 serve la Santa Sede come Segretario della Nunziatura apostolica in Guinea e Mali, a Conakry. Il suo ministero lo ha portato dalla Puglia all’America Latina e poi all’Africa occidentale. Il libro porta con sé questa familiarità con terre e popoli diversi. Una devozione, quella mariana, che non conosce frontiere e resta la stessa a ogni latitudine.

LA TRAMA NASCOSTA DELLA STORIA DELLA SALVEZZA

Il titolo racchiude l’intuizione di fondo dell’opera. Il «filo azzurro» è la trama discreta e tenace con cui Dio ha intessuto la storia della salvezza, e in Maria questo filo si fa carne. L’autore lo declina in trentuno modi, pensati per il mese di maggio ma, osserva il card. Sarah, utili in ogni stagione dell’anno per familiarizzare con il mistero di Colei della quale non si dirà mai abbastanza, secondo il vecchio adagio De Maria numquam satis caro a Grignion de Montfort.

La prefazione indica con precisione la chiave di lettura. Tutto il testo, anche nelle sue pagine più liriche e talvolta ardite, va letto alla luce dell’Incarnazione, di cui Maria è condizione, luogo teologico, luogo fisico e testimone perfetta. La Vergine non è dunque mai una meta in sé. È il riflesso limpido del Figlio, la creatura che la bontà di Dio ha scelto per farne la dimora della propria rivelazione. Mons. Pennacchio dà alla stessa idea una formula che resta in mente: Maria «accompagna senza imporsi, guida senza sostituirsi, sostiene senza trattenere». È la discrezione di una presenza che indica sempre oltre se stessa, verso Cristo.

UNA VOCE CHE PREGA, PRIMA ANCORA DI SPIEGARE

Sul piano del genere, siamo di fronte a un’opera dichiaratamente spirituale e pastorale, senza pretese accademiche. Ma sarebbe un errore scambiare la semplicità per leggerezza. Don Gianluca non tiene lezioni. Prega ad alta voce e permette al lettore di ascoltare qualcosa della propria preghiera, di quell’affidarsi al Signore per mezzo della Vergine che è l’esperienza da cui il libro è nato. A tratti la prosa si apre alla poesia, e non mancano preghiere composte dall’autore stesso. La sua scrittura resta sobria, ma è attraversata da una nota di calore sincero.

La brevità di ogni meditazione è una scelta consapevole. Una pagina per giorno non satura la mente: la dispone all’ascolto e la apre al Mistero che, attraverso Maria, raggiunge senza sosta la comunione della Chiesa. In un tempo che Mons. Pennacchio descrive segnato dalla fretta e dalla dispersione, questi testi vogliono essere una sosta, uno spazio in cui ritrovare il silenzio e lasciarsi accompagnare nell’ascolto della Parola.

DOVE LA FEDE SI FA QUOTIDIANA

C’è poi un movimento che attraversa il libro e che il cardinale mette bene in luce: il filo azzurro non resta sospeso in alto, ma scende dentro la vita. Il lettore è condotto a riconoscere la prossimità di Maria nell’esistenza di ogni giorno, intesa come luogo concreto in cui la fede si compie. Nell’orazione e nel silenzio, nell’umile ascolto della Parola, nella vita sacramentale della Chiesa, in quei gesti di carità che ciascuno è chiamato a compiere, si impara a vivere alla presenza del Mistero e a nutrire così la propria fede.

A questo si aggiunge quello che sempre il card. Sarah chiama il «respiro ampio» delle meditazioni. Esse spingono a guardare oltre lo sguardo puramente umano, le reazioni anguste dell’animo, le visioni miopi e solo orizzontali. Come accadde alla Vergine, dilatano l’orizzonte, il cuore e la mente, e quindi la capacità di amare e di perdonare. Il Cardinale richiama il dilatato corde di benedettina memoria e fa di questa dilatazione la misura del libro: se le pagine aiuteranno qualcuno a camminare verso il Mistero con il cuore allargato, avranno raggiunto il loro scopo.

UNA DEVOZIONE CHE ACCOMPAGNA UNA VITA

Mons. Pennacchio introduce il volume con una nota personale. Nato alla vigilia della festa della Natività di Maria, cresciuto nella terra campana all’ombra della Madonna del Rosario di Pompei, porta nello stemma episcopale la stella a otto punte, segno di una devozione che lo ha seguito per tutta la vita. Nell’anno in cui ringrazia il Signore per il cinquantesimo di sacerdozio, riconosce nella Vergine una presenza fedele e discreta del proprio cammino. È la testimonianza di un uomo che ha vissuto per decenni sotto lo sguardo di Maria. In quest’ottica il simbolo scelto da don Gianluca prende per il presule un significato più ampio. Il filo azzurro richiama la fedeltà di Dio, la tenerezza materna di Maria e il legame invisibile tra cielo e terra. In queste pagine, scrive, Maria «non è solo contemplata, ma vissuta».

UN LIBRO PER LA PREGHIERA DI TUTTI

Il libro si presta alla preghiera personale e alla meditazione quotidiana, ma può servire bene anche a gruppi, comunità e parrocchie in cerca di un sussidio agile per il mese mariano. Il suo merito principale sta nella misura. Non pretende di dire tutto di Maria. Offre piuttosto trentuno soste, trentuno luoghi in cui lasciarsi raggiungere da una presenza che, come ogni madre, non fa rumore.

Resta da raccogliere l’augurio con cui mons. Pennacchio chiude la sua presentazione. Maria, Madre tenera e fedele, continui a intrecciare nella vita di ciascuno quel filo azzurro d’amore che non viene mai meno.

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce