Nel segno della fedeltà al Vangelo, della riforma realizzata in piena fraternità con la comunità ecclesiale e nello stesso tempo con spirito innovativo, l’ottavo centenario della testimonianza di Frate Francesco, morto il 3 ottobre 1226 e canonizzato appena due anni dopo, ha costituito un ulteriore sprone per approfondire il rapporto del Salento con il Poverello di Assisi ed i frati che a lui si ispirano.

 

 

 

Come risulta evidente da tanti momenti di spiritualità, significativi percorsi comunitari con l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, gli altri presuli salentini e diverse autorità civili e con eventi culturali, ricerche storiche…

Emerge in modo evidente il radicamento profondo della spiritualità francescana nella religiosità pugliese, certamente presente sin dal periodo iniziale, se non proprio da quando il santo sarebbe almeno passato nell’abitato leccese, come narrano alcune tradizioni locali.

Risulta interessante e molto avvincente rileggere testimonianze ed eventi storici della presenza francescana nel Salento ed in Puglia, rilevandone la testimonianza di profonda spiritualità radicata sulla continua ricerca di fedeltà alla radicalità evangelica e nel continuo impegno riformatore e missionario.

Nella comunità cristiana e con la comunità cristiana. Coniugando fedeltà, comunione ed innovazione. Proprio come testimoniava il santo di Assisi.

In tale contesto, si può ad esempio fare riferimento a testi riguardanti la ragguardevole letteratura sulle fonti francescane presenti nella recente mostra degli inizi di ottobre scorso nell’antico seminario di Lecce, come il volume sulle biografie del santo e di Santa Chiara, edito nel 1962: San Francesco e Santa Chiara di Assisi. Trattato dei miracoli, con “Le vive parole di S. Francesco, da lui udite” e “Gli scritti in maggior copia di quelli a noi pervenuti” (p. 18).

Anzi, la mostra ha pure evidenziato un dato che può essere considerato una piccola ma significativa traccia dell’apporto del Poverello di Assisi nella formazione degli operatori pastorali leccesi: la citazione appena riportata ed un altro libro di Giovanni Joergensen, San Francesco d’Assisi. La sua vita e la sua opera, edito da Francesco Ferrari nel 1919, fanno parte appunto dei testi appartenuti a mons. Salvatore Colonna ed al prof. Giuseppe Mazzotta e poi donati alla Biblioteca Innocenziana dell’arcidiocesi di Lecce.

Come l’altro volume di Vittorio Facchinetti, Siate amici! S. Francesco d’Assisi e l’amicizia cristiana, Milano, edito da S. Lega Eucaristica nel 1923, era appartenuto, come è evidente dalla firma a don Giuseppe Zilli.

La pregnante testimonianza di Frate Franceco si rivela, pertanto, pur nel mutato cotesto religioso e culturale attuale, impegnativo sprone per riformare quotidianamente il comune impegno di rinnovamento evangelico, di fraternità e di tensione caritativa, a partire dagli ultimi.

*direttore Archivio storico diocesano

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce