All'indomani della sentenza della Corte di Cassazione che il 29 ottobre ha confermato lo stop dell’area a caldo dell'ex Ilva, respingendo i ricorsi di Ilva in amministrazione straordinaria e Acciaierie d’Italia, l’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, ha diffuso una lettera alla diocesi.

L'arcivescovo ha invitato i fedeli di tutte le parrocchie della diocesi a dedicare un tempo di adorazione eucaristica il prossimo 6 novembre, primo venerdì del mese, con l’intento di invocare il Signore affinché nella diocesi di Taranto il diritto alla vita e alla salute non siano più contrapposti al diritto al lavoro.
Nel testo, mons. Miniero fotografa la profonda ferita del territorio tarantino, unendo il dolore di chi affronta la malattia o piange la perdita di cari all'angoscia e all'incertezza dei lavoratori in attesa di certezze sul proprio futuro occupazionale. Richiamando il messaggio per l'inizio dell'anno pastorale, l'arcivescovo esorta a guardare la realtà con gli occhi della fede, affidando affanni e sofferenze a Dio, ricordando che il cristiano spera in Dio e, con la bisaccia piena del seme buono che è la sua Parola, gli affida la propria comunità.
Citando l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, mons. Miniero prega affinché nessuno si ammali più a causa del danno arrecato alla nostra sorella e madre terra e affinché il lavoro a Taranto sia finalmente dignitoso e sicuro, libero da ogni pericolo. La lettera si conclude con un messaggio di speranza tratto sempre dal magistero pontificio - ricordando che non tutto è perduto e che l’essere umano può sempre scegliere il bene e rigenerarsi - e con una benedizione finale: “Il Signore che ci ha fatti ‘a sua immagine’ continui a mostrarci il suo volto benevolo”.

