Martedì scorso, nell'aula magna della Curia arcivescovile di Lecce, si è svolto il primo incontro diocesano dei referenti parrocchiali della catechesi, promosso dall'Ufficio Catechistico diocesano (Ucd), dal titolo “Questione di sguardi”.

 

 

Una serata per conoscersi, condividere esperienze e difficoltà, raccogliere attese e speranze e iniziare a costruire un rapporto di fiducia e collaborazione tra l'Ufficio e le comunità parrocchiali.

L’incontro si è aperto con la riflessione del direttore dell’Ucd, don Luca Bisconti, sul brano evangelico di Matteo 11,25-30, che ha ripreso l'invito di Gesù: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro», parole che hanno suscitato diversi stimoli sull'esperienza di servizio dei catechisti presenti, spesso segnata dalla stanchezza, dalle difficoltà nel coinvolgere bambini, ragazzi e famiglie e segnata dalla sensazione di non riuscire a raccogliere i frutti dell'impegno profuso.

La riflessione ha richiamato anzitutto la necessità di riscoprirsi discepoli, prima ancora che catechisti o educatori. La “piccolezza”, di cui parla Gesù nel brano del Vangelo non coincide con l'impreparazione o con l'incapacità, ma con la disponibilità nel riconoscere l'opera di Dio che supera sempre i nostri progetti e le nostre possibilità. Da qui l'invito a lasciarsi educare dalla mitezza e dall'umiltà di Cristo, senza misurare il valore del proprio servizio soltanto attraverso i risultati raggiunti.

Il momento centrale della serata ha visto l'esperienza laboratoriale, partita dall'osservazione di quattro opere d'arte: Il seminatore di Vincent van Gogh, La parabola dei ciechi di Pieter Bruegel, Cristo nella tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt e La cena in Emmaus di Caravaggio.

Attraverso le immagini con sensibilità artistiche differenti, i partecipanti sono stati invitati a riconoscere, attraverso la loro esperienza, la pazienza di chi semina senza sapere quando arriveranno i frutti, il rischio di procedere per abitudine senza interrogarsi sulla direzione del cammino, le paure che accompagnano i momenti di difficoltà e la gioia di riconoscere la presenza del Signore nella vita delle persone.

Dopo un tempo di osservazione e riflessione personale, il confronto con le persone vicine ha permesso di condividere testimonianze, interrogativi e intuizioni. Ne è nato un dialogo sincero, nel quale hanno trovato spazio da un lato, le difficoltà, e dall’altro, il desiderio di continuare a svolgere con passione il proprio servizio.

Durante la condivisione assembleare sono emerse le fatiche legate soprattutto ai cambiamenti culturali e sociali, alla difficoltà di coinvolgere le famiglie e alla necessità di comprendere meglio il mondo dei bambini e dei ragazzi, i loro linguaggi e le loro domande. Accanto a queste preoccupazioni, è maturata anche la consapevolezza di non essere soli. Pur provenendo da comunità differenti, molti referenti si sono riconosciuti nelle esperienze raccontate dagli altri, ritrovando difficoltà comuni e la voglia di affrontarle insieme.

È proprio da questa consapevolezza che ha preso forma una speranza condivisa, quella di poter vivere la catechesi con uno sguardo rinnovato, capace di accogliere le persone nella concretezza della loro vita, senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà e senza perdere di vista ciò che rende prezioso il servizio dell'annuncio.

Inoltre, è emersa l'importanza di continuare a creare occasioni di incontro e confronto, perché i racconti vissuti nelle singole parrocchie diventano ricchezza per tutta la comunità diocesana.

L'incontro si è concluso con un momento di preghiera, affidando al Signore il cammino delle comunità e di quanti si dedicano alla trasmissione della fede.

“Questione di sguardi” ha rappresentato così il primo passo di un percorso che l'Ufficio catechistico diocesano desidera costruire insieme ai referenti parrocchiali, nella convinzione che l'ascolto reciproco sia fondamentali per sostenere il servizio dei catechisti nella Chiesa di Lecce.

 

Photogallery di Alessia Taurino 

 

 

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