Una comunità educante si riconosce da come accoglie e dalla cura che ha nel proporre ambienti ospitali, e chi in essi vi opera deve essere come “(…) un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.

 

 

 

La benedizione impartita dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta alla “Casa della gioia”, domenica scorsa, ha contribuito a rendere visibili e fruibili a tutti i nuovi locali destinati alla catechesi parrocchiale e alla pastorale per gli adulti. È stato un momento significativo per la vita della comunità parrocchiale di Maria SS.ma Assunta.

Non si è trattato solo di inaugurare spazi rinnovati, ma di dare forma concreta a un progetto educativo fondato sull’accoglienza, sull’ascolto e sulla crescita nella fede delle nuove generazioni di parrocchiani e delle loro famiglie.

Una casa è molto più delle sue mura: è il luogo in cui ci si sente accolti, riconosciuti e accompagnati. E la gioia, che dà il nome agli ambienti, richiama lo stile con cui si è chiamati a vivere e testimoniare il Vangelo, soprattutto accanto ai più piccoli e ai giovani. Un nome suggerito dal gruppo delle catechiste, e subito accolto dal parroco don Michele Marino, per lanciare un grande messaggio di speranza e fiducia.

Don Bosco, grande educatore dei giovani, ricordava che «l’educazione è cosa del cuore». Un principio che conserva tutta la sua attualità: educare significa entrare in relazione, saper ascoltare e costruire legami autentici, capaci di far sentire ogni ragazzo importante e amato.

Anche don Lorenzo Milani, con la sua esperienza educativa a Barbiana, ha insegnato che la scuola e l’educazione devono offrire a tutti opportunità di crescita, senza lasciare indietro nessuno. Un messaggio prezioso anche per la l’ambito della formazione catechistica parrocchiale, chiamato a essere inclusivo, attento alle fragilità e capace di parlare alla vita concreta delle persone.

Don Michele ha evidenziato che “La Casa della gioia vuole essere un luogo in cui la Parola di Dio incontra le domande dei ragazzi, in cui la fede si alimenta attraverso la condivisione e in cui ciascuno può scoprire i propri doni”. Una condivisione che ha messo a frutto la fattiva collaborazione con la Confraternita di Maria Ss.ma Immacolata, attraverso un gesto di solidarietà, utile alla buona riuscita dell’iniziativa inaugurale. Piccoli significativi passi per un importante cammino sinodale.

La benedizione di questi ambienti è diventata, allora, una preghiera e un impegno. Preghiera perché il Signore abiti ogni incontro; impegno perché catechisti, famiglie e comunità sappiano collaborare nella formazione delle nuove generazioni. In diverse occasioni l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha affermato: “Siamo in missione”; e in questo contesto di evangelizzazione anche gli ambienti per la catechesi e la fraternità pastorale possono essere luoghi per crescere nell’amicizia con Dio e tra fratelli.

 

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