Lecce vive nella giornata di oggi un anniversario che è storia, fede e identità cittadina.

 

 

La comunità parrocchiale della SS. Trinità in Santa Croce celebra i 120 anni dall'elevazione a basilica minore e i 110 anni dall'istituzione della parrocchia. A rendere ancora più solenne la ricorrenza è arrivato a mons. Mauro Carlino il messaggio (IL TESTO INTEGRALE) del nunzio apostolico in Italia e San Marino l’arcivescovo venezuelano Edgar Peña Parra al parroco mons. Mauro Carlino e a tutta la comunità.

 

DUE DATE. UNA SOLA STORIA

Il nunzio ricorda con precisione le due date che fondano tutto: “i 120 anni dall'elevazione della chiesa di Santa Croce alla dignità di basilica minore, avvenuta per volontà del Santo Pontefice Pio X il 24 gennaio 1906, e i 110 anni dall'istituzione della parrocchia, decretata dal vescovo di Lecce, mons. Gennaro Trama, il 1° novembre 1916”.

“Due date che, poste insieme, raccontano una storia nella quale si intrecciano mirabilmente la dimensione universale della Chiesa e quella concreta e quotidiana di una comunità cristiana”, scrive il nunzio.

Da una parte Roma: il gesto di San Pio X che volle riconoscere in Santa Croce “un luogo particolarmente significativo della fede”. Dall'altra Lecce: la decisione del suo vescovo di far sì che “la bellezza del tempio fosse abitata dalla vita dei fedeli”. Per questo, ricorda il nunzio, “la basilica porta in sé un singolare legame con Roma. La sua dignità basilicale è un vincolo particolare di comunione con la Sede Apostolica".

 

LA BASILICA VIVA. NON UN MUSEO

Il passaggio più forte del messaggio è proprio qui: “Una basilica è veramente viva quando la sua bellezza non rimane soltanto affidata alla pietra, all'arte e alla memoria, bensì diventa casa di preghiera, luogo di celebrazione, spazio di accoglienza e porta aperta all'incontro con Dio”.

E il Nunzio elogia esplicitamente ciò che Santa Croce fa oggi: le preghiere nelle 'corti' del centro storico, “una forma semplice e insieme preziosa di evangelizzazione: una comunità che esce, che incontra, che prega insieme alla gente”; e poi “gli incontri culturali, i concerti musicali, l'apertura al mondo della scuola e il rapporto con le istituzioni civili, in particolare Prefettura, Provincia e Comune, che insistono sul territorio parrocchiale”.

Due attenzioni vengono lodate in modo speciale: la cura per “le celebrazioni liturgiche, dignitose e decorose” e l'introduzione, nei mesi estivi, della messa internazionale per i turisti stranieri. “Offrire la possibilità di partecipare alla celebrazione eucaristica in una forma accessibile a fedeli di diverse nazionalità significa esercitare concretamente quella vocazione all'accoglienza che appartiene alla Chiesa”.

Non manca il richiamo ai poveri: “Mi rallegro anche per quelle iniziative che vivete a favore dei poveri e dei bisognosi che richiedono non solo sostegno economico, ma anche vicinanza fraterna e operosa solidarietà”.

 

UNA PARROCCHIA CHE NON È SOLO DEL CENTRO

Un altro passaggio sottolineato dal Nunzio riguarda l‘intera città: “È significativo che la comunità parrocchiale non coincida semplicemente con i confini territoriali del centro storico. I suoi fedeli provengono da diverse parti della città, quasi a testimoniare che Santa Croce è divenuta nel tempo un punto di riferimento spirituale più ampio. La basilica non è soltanto il tempio di un quartiere: è una casa”.

 

IL PROGRAMMA DELLA FESTA

Il programma di oggi è stato preceduto da due giornate di preparazione. Venerdì scorso l'adorazione eucaristica, il Rosario e la messa con l'esposizione della Bolla originale di San Pio X del 1906 e del decreto di mons. Trama (VEDI SOTTO); infine la Comunità ha venerato la reliquia della Santa Croce. La giornata si è conclusa con la cena biblica di comunità.

Ieri, dopo l’adorazione eucaristica, la messa è stata presieduta da don Luca Albanese, cancelliere della Curia vescovile di Nardò-Gallipoli.

Oggi 1° novembre, il programma prevede alle 10.30 la messa solenne presieduta da mons. Piero De Santis, parroco della concattedrale di Gallipoli e vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Nardò-Gallipo. A seguire, la festa con i ragazzi del catechismo; stasera alle 19, la messa di ringraziamento sarà presieduta da Padre Roberto D'Amico.

 

LA BENEDIZIONE APOSTOLICA

Il messaggio del nunzio si chiude con l'incoraggiamento e la benedizione apostolica a nome di Papa Leone XIV: “Siate una comunità capace di abitare il centro della città senza chiudersi in se stessa; una comunità capace di accogliere il pellegrino e il turista, ma soprattutto di incontrare ogni persona come fratello e sorella; una comunità che sappia fare della bellezza di Santa Croce non un punto di arrivo, ma un ponte verso la bellezza che è Cristo”.

E ancora: “La vera bellezza di questo Tempio non risiede nella sua facciata, nelle sue forme e nei suoi ornamenti. Essa si compie quando, entrando in questa Chiesa, ciascuno può incontrare una Comunità viva, che prega, celebra, accoglie, annuncia e testimonia”.

Un anniversario, dunque, non da guardare con nostalgia ma, come conclude il nunzio, come “una grazia da riconoscere e una responsabilità da assumere”.

 

 
 
 
 
 

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce