Prende il via stasera 28 settembre, alle 17.30 nell’aula magna della Curia arcivescovile di Lecce in Via Umbria a Castromediano, il Convegno liturgico-pastorale «Molte membra, un solo corpo», promosso dall'arcidiocesi di Lecce per iniziativa dell'Ufficio liturgico diocesano.

L’appuntamento di stasera - come quelli dei prossimi due giorni - sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook e il canale YouTube di Portalecce. La messa in onda è stata dettata dalla limitata capienza dei posti a sedere e il numero notevole delle richieste. In presenza ci saranno circa duecento persone tra laici e presbiteri.
Ad aprire il convegno, dopo i saluti di rito, Francesca Leto, architetto e liturgista, che parlerà sul tema "La celebrazione liturgica, fonte e culmine della sinodalità. Dal sacerdozio comune all'identità del ministro istituito".
La Leto affronterà stasera uno dei nodi teologici più discussi nella stagione sinodale della Chiesa: il rapporto tra il sacerdozio comune dei fedeli e l'identità del ministro istituito.
A partire dalla definizione conciliare della liturgia come "fonte e culmine" della vita della Chiesa (Sacrosanctum Concilium, 10), Francesca Leto proporrà una lettura della celebrazione liturgica non semplicemente come luogo in cui la sinodalità si esprime, ma come la sua vera e propria grammatica: nel modo in cui l'assemblea celebrante distribuisce gesti, parole e spazi tra i diversi soggetti - presidenza, ministeri istituiti, ministeri di fatto, popolo di Dio - si rende visibile una concezione di Chiesa fondata sulla corresponsabilità e non sulla delega o sulla sovrapposizione dei ruoli.
Domani, secondo giorno del convegno, sarà la volta di Fabrizio Carletti che interverrà su "La corresponsabilità liturgica: via pratica per una ecclesiologia di comunione. Dai ruoli di potere ad una rinnovata visione di Chiesa", un contributo che promette di calare la riflessione teologica in indicazioni concrete per le comunità.


