Si è concluso a Roma, presso l’Hotel Roma Aurelia Antica, il Convegno nazionale degli Uffici catechistici diocesani, svoltosi dal 25 al 27 settembre scorsi sul tema “Abitare i passaggi di vita”.

 

 

Un appuntamento denso di grazia, confronto e visione futura, a cui ha preso parte anche una delegazione dell’arcidiocesi di Lecce, guidata da don Luca Bisconti, nuovo direttore dell’Ufficio catechistico diocesano, insieme a Rossella Ricci, Alessia Taurino, Francesca Rizzo e a don Salvatore Corvino come delegato della Pastorale giovanile nazionale per il catecumenato. Un’esperienza formativa cruciale per gettare solide basi all'inizio di questo nuovo cammino di servizio pastorale a favore della comunità diocesana.

Sono state tre giornate di intenso lavoro e riflessione, aperte dalle relazioni di teologi ed esperti - tra cui mons. Pierangelo Sequeri, la prof.ssa Nicoletta Pavesi, don Giorgio Nacci, don Roberto Massaro, don Sebastiano Pinto e don Marco Gallo - che hanno sollecitato i partecipanti a ripensare l'annuncio cristiano all'interno delle trasformazioni della società odierna. Il filo conduttore ha messo al centro la persona nella sua concretezza: i "passaggi di vita" non come semplici fasi anagrafiche o cronologiche (il kronos), ma come momenti favorevoli di grazia (il kairos) nei quali intercettare la presenza di Dio. 

La sfida emersa è quella di abitare le soglie della vita: intercettare fragilità, solitudine e provvisorietà non come eventi negativi, ma come occasioni preziose per riscoprirci bisognosi di cura, per reinterpretare la realtà e per educarci alla lentezza. In questo cammino, la Sacra Scrittura si conferma cornice ermeneutica della realtà, uno specchio in cui riscontrare esperienze quotidiane simili alle nostre, ricordando che "il Verbo si è fatto carne, non carta" (S. Pinto). 

Le giornate di studio hanno così messo a fuoco nodi pastorali cruciali: dalla necessità di comprendere il linguaggio digitale e i desideri profondi di giovani e famiglie, fino al superamento di una trasmissione calata dall’alto in favore di una pastorale "con" le persone, fondata sull'ascolto e sul discernimento comunitario.

Si tratta, in definitiva, di prendere sul serio la trasmissione orizzontale della fede, consapevoli che essa non è il frutto della bravura umana, ma opera di Dio. In questo orizzonte, come consegnato nelle conclusioni dal neo direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, don Alberto Zanetti, la fragilità e le crisi dei passaggi di vita divengono veri e propri luoghi teologici in cui riscoprire la cura dell'altro e l'incontro autentico, “dove la grazia riaffiora proprio dove non si spera più”. 

Particolarmente significativa è stata l'esperienza laboratoriale del sabato pomeriggio: i partecipanti si sono divisi in quattro grandi ambiti (tutela dei minori, famiglia, scuola e università, problemi sociali e lavoro), all'interno dei quali le tematiche sono state affrontate ed elaborate con lo stile e l'impostazione dei tavoli sinodali, favorendo una reale circolarità di idee e testimonianze quotidiane tra le diverse vocazioni. A completare la dimensione formativa e culturale del convegno, la suggestiva visita alla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, un momento prezioso per lasciarsi interrogare anche dai linguaggi dell'arte sulla bellezza del nostro tempo. 

Per la delegazione leccese, le giornate romane hanno rappresentato un importante momento di crescita e coesione. L’esperienza condivisa da don Luca, Rossella, Alessia, Francesca e don Salvatore consentirà di orientare verso un annuncio sempre più incarnato, capace di mettersi in ascolto della vita concreta delle comunità parrocchiali.

 

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