(30 - continua) Giovedì prossimo 13 agosto, su invito della Fondazione “don Tonino Bello”, il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, pellegrino sulla tomba del Venerabile don Tonino Bello, riceverà il Premio alla memoria del vescovo e profeta di pace.

 

 

 

Lo statuto della Fondazione “don Tonino Bello”, oggi Fondazione Ets di partecipazione, prevede, come prima finalità “l’organizzazione e la gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale” con l’obiettivo di “proseguire l’impegno culturale, pastorale, pedagogico e civile di don Tonino”.

Fine primo e ultimo di tutto ciò è la promozione della cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà: compito oggi particolarmente arduo visto che viviamo in un mondo in cui guerra, violenza, ostilità e indifferenza sono i criteri sui quali si vuole costruire la (dis)umana organizzazione tra i viventi. Non deve quindi apparire scontato o superfluo la promozione dei valori sui quali la Fondazione poggia la propria esistenza; né deve essere valutata come banale questa mia considerazione, visto che da più parti, e spesso da quelle che meno avrebbero dovuto, siamo stati etichettati come monotoni o fuori contesto storico o anche lontani dal vangelo per il fatto che abbiamo sempre sostenuto il valore della pace come valore prioritario da perseguire: perché pace significa progresso, fratellanza, razionalità, fede, vita, futuro. Senza pace non c’è uno solo di questi valori che può essere perseguito.

Questa deve essere considerata l’eredità spirituale di don Tonino e la promozione di iniziative che hanno lo scopo di favorire questa eredità è tra i nostri compiti prioritari: in questo contesto si inquadra il Premio don Tonino Bello che la fondazione da anni promuove individuando nel contesto internazionale personalità che si sono distinte con la loro vita come testimoni di pace. Agli stessi testimoni viene consegnato un manufatto in legno di ulivo della terra di Puglia recante l’effigie delle insegne episcopali del vescovo di Molfetta realizzato dallo stesso artista, Fernando Campanile, che scolpì la croce e il pastorale dell’amato pastore.

ll Premio don Tonino Bello ha celebrato la sua prima edizione nel mese di marzo del 2019. Scenario dell’evento in quell’occasione fu la città di Milano. Nella sala dei convegni di Palazzo Marino, per l’occasione gremita da tantissimi amici della Fondazione e dell’associazione Pugliesi di Milano, associazione con la quale fu condivisa la prima edizione, fu consegnato il premio al carissimo don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e di Libera, amico da sempre di don Tonino e della Fondazione, ma soprattutto testimone indiscusso che ha saputo profeticamente annunciare il legame indissolubile della pace con la giustizia.

Don Luigi Ciotti ha speso la sua vita per gli ultimi del mondo: il prezzo del suo annuncio è la sua libertà. Spero che l’affetto e la condivisione di quanti gli sono vicino in parte lo ripaghi dei suoi sacrifici. Si sa, così è la vita dei profeti! Ho conosciuto don Ciotti grazie a don Tonino: fu l’amato pastore per primo a parlarmi di don Luigi, del suo coraggio, della sua visione, del suo vivere “il confine” del mondo, della Chiesa: abitava le periferie per cercare di unire, di ricucire gli strappi con la sua capacità di proporre un nuovo modo di vivere il vangelo. Fu perciò naturale per noi individuare don Luigi come “primo testimonial” del Premio don Tonino Bello.

I giudizi della stampa nazionale sull’evento furono in quell’occasione contraddittori: certa stampa ebbe toni molto critici e per me fu la prova certificata del successo dell’iniziativa. Come pensare infatti di poter ricevere apprezzamento da chi considera la guerra come strumento necessario per vivere nel mondo, da chi ancora oggi pensa di poter costruire la pace con le armi, da chi guarda i profeti di pace con sufficienza e intimo disprezzo? Come poter avere commenti positivi da quella stampa che già aveva più volte in vita disapprovato le scelte di Tonino Bello? Benedette, perciò, furono quelle aspre critiche!

La seconda edizione è stata celebrata a Bologna nel marzo del 2023. In occasione della intitolazione a don Tonino dell’ex seminario Onarmo, fu consegnato il premio al card. Matteo Zuppi, che nella sua vita di uomo e pastore ha sempre coniugato la pace con il dialogo fra gli uomini. Mons. Zuppi è oggi per tutti, anche per i non credenti, uno dei “nuovi profeti e testimoni nella Chiesa italiana e nel contesto di questa nostra società globalizzata e come si suole dire post-moderna, di un annuncio evangelico performativo delle coscienze degli uomini di questo nostro tempo così travagliato”. Così nella motivazione del Premio, dove si sottolineava come anche per il cardinale di Bologna la fondazione don Tonino Bello esprimeva un “unanime riconoscimento a lui che nel suo sguardo benevolo, nelle sue parole cariche di grande umanità, nei suoi gesti e atteggiamenti, e ancor più, nelle opere intrise di vitalità evangelica, [si vedono] ripresentarsi [..] le stesse gesta, le stesse parole, lo stesso spirito che espresse don Tonino nel corso della sua vicenda terrena e ministeriale”. Alla fine della cerimonia il card. Zuppi ci incoraggiò a continuare il nostro percorso come uomini di pace, laici liberi, costruttori di speranza. (continua)

*presidente della Fondazione “don Tonino Bello”

 

 

 

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