Lo scorso 29 luglio, nell’Orto botanico di Ezen a Lecce, si è svolta la prima edizione del Festival del sociale, con circa 450 partecipanti.

L’evento ha rappresentato un importante momento di cittadinanza attiva e collaborazione territoriale, favorendo l’unione tra numerose realtà del Terzo Settore.
Ezen non è solo un giardino: è un ecosistema biologico dove piante e pesci si nutrono a vicenda, senza chimica né forzature. È etico, perché ogni forma di vita è rispettata nel suo habitat naturale. Ed è profondamente sociale: gestito da una cooperativa, Ezen dà valore all’inclusione e alla riabilitazione, facendo della diversità una forza. Qui ognuno è unico, insostituibile, parte viva di un equilibrio che coltiva non solo frutta e ortaggi, ma anche dignità e futuro.
All'iniziativa hanno partecipato: Alimenta, Amici dello zio Aps, Angsa Lecce, Anffas Lecce, Apmarr, F.Orti per Lecce, AUTopia, L’Integrazione, Costruiamo Inclusione, PosSiamo, Progetto Itaca, Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
La serata si è fondata sul principio che “la collaborazione non è solo auspicabile: è indispensabile”, con un obiettivo condiviso: abbattere le barriere fisiche, culturali e sistemiche che ostacolano l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità.
Uno dei momenti più significativi è stato il debutto operativo dei ragazzi di Amici dello zio Aps impegnati per la prima volta in un servizio di ristorazione professionale. Sotto la guida di Giuseppe Lucia, titolare della Pizzeria Zio Giglio, e con il supporto della cofondatrice Alessandra De Bellis, il gruppo ha dimostrato competenza e determinazione.
Il progetto, già avviato nella stessa pizzeria, mira a offrire opportunità lavorative a giovani adulti con disabilità, costruendo contesti inclusivi in cui le fragilità diventano risorse.
Il Festival ha mostrato che l’inclusione praticata cambia il volto della comunità: le relazioni generano fiducia e anche una semplice cena può raccontare rispetto, empatia e umanità.
Ora la sfida è dare continuità a questo slancio. Il Festival ha acceso una luce sulla comunità solidale di Lecce: spetta a istituzioni, organizzazioni e cittadini mantenerla viva e farla brillare.

