Si è aperto con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, il nuovo anno associativo della Rete mondiale di preghiera del Papa - Apostolato della preghiera della diocesi di Lecce.

 

 

L'appuntamento si è tenuto ieri sera presso la cappella della Curia arcivescovile di Lecce. A presiedere è stato lo stesso mons. Panzetta, alla presenza di don Alberto Taurino, direttore diocesano della Rete mondiale di preghiera del Papa, che ha guidato e coordinato il momento di preghiera insieme agli aderenti, ai responsabili e ai simpatizzanti provenienti dalle diverse parrocchie della diocesi.

Nella sua omelia (IL TESTO INTEGRALE), prendendo spunto dalla Lettera di San Paolo ai Filippesi, il pastore ha voluto richiamare il senso più profondo della preghiera in questo Anno missionario indetto per la diocesi. Commentando il fatto che Paolo scrivesse la lettera più gioiosa del Nuovo Testamento mentre si trova in catene, ha ricordato che le catene non tolgono la gioia cristiana di appartenere al Signore. Una gioia che deve abitare anche la preghiera, perché come ha sottolineato, “la preghiera è un incontro gioioso con il Signore, non un peso da togliersi, e per questo non si prega con la faccia di chi va a pagare una tassa, ma con il cuore pieno di chi sa di poter dare del tu a Dio”.

Un richiamo che vale anche per la missione, ha aggiunto il presule, perché “la preghiera o è gioiosa o non serve a molto, la missione o è gioiosa o ha addirittura effetti contrari. Se si va a parlare di Gesù con il muso a terra, con un volto che non parla di serenità e di pace, a che serve?”.

La celebrazione si è inserita proprio in questo orizzonte. In un tempo in cui la missione è chiamata a ripartire prima di tutto dalla preghiera, l'Apostolato della preghiera ha riscoperto la sua vocazione originaria: essere cuore orante della Chiesa, rete invisibile ma reale che sostiene con l'offerta quotidiana della vita il lavoro dei missionari.

Ad animare la celebrazione è stato invitato anche il Centro missionario diocesano con il coro missionario, che ha accompagnato con il canto la preghiera comune.

Al termine della celebrazione è avvenuta la consegna dei rosari missionari con i libretti e le coroncine da parte del Centro missionario diocesano, gli stessi che erano stati consegnati simbolicamente durante la Veglia missionaria diocesana del 16 ottobre scorso. Il rosario missionario è stato pubblicato per la diocesi di Lecce dal Centro missionario in collaborazione con l'Ufficio liturgico diocesano e con la stessa Rete mondiale di preghiera del Papa.

Come ha spiegato don Alberto Taurino: “L'idea è nata proprio in collaborazione con il Centro missionario per unire i due gruppi e per vivere non solo come Rete, ma come comunità diocesana la conclusione del mese missionario”. “Uno strumento semplice come la coroncina - ha detto - con cui la gente ogni giorno è abituata a sgranare quelle palline per sentire la presenza di Maria durante la preghiera. E tutto diventa nella preghiera, missione, perché siamo inviati non solo attraverso le parole, ma siamo inviati ad essere testimoni con gli atteggiamenti e i gesti”.

Don Alberto ha ricordato che i gruppi dell'Apostolato della preghiera, una volta chiamato così, si ritrovano ogni primo venerdì del mese davanti a Gesù Eucaristia per vivere il momento dell'adorazione e del rosario: “Consegnare il rosario missionario, ha concluso, non significa impegnare di più, ma significa metterci in rete come comunità diocesana per pregare, perché ogni giorno ciascuno di noi, attraverso la preghiera mariana, si senta in comunione con tutte le altre parrocchie, con la diocesi e con il mondo intero”.

Mons. Panzetta ha concluso invitando a mettere nello zainetto di quest'anno una preghiera gioiosa, fraterna e capace di chiedere discernimento, ricordando che la preghiera non è mai perduta, perché produce sempre effetti positivi nei tempi e nei modi che il Signore sa, seminando nella storia cose belle secondo la volontà di Dio.

 

Fotogallery di Arturo Caprioli

 

 

 

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