Dopo l'inaugurazione e benedizione, avvenuta nel pomeriggio del 2 novembre scorso, del monumento dedicato ai tre giovani deceduti a maggio scorso lungo la provinciale per Lendinuso, realizzato nel luogo dell'incidente, dove il Crocifisso sorge proprio dal tronco dell'albero dello schianto, è stata una mattinata di profonda commozione quella vissuta sabato scorso, davanti al cimitero comunale di Torchiarolo.

In un clima di raccoglimento e partecipazione, è stato ufficialmente inaugurato un nuovo monumento dedicato alla memoria delle vittime della strada, un’opera che nasce dal dolore ma che vuole farsi monito di speranza e prudenza per l’intera comunità.
L’opera rappresentante un cuore di pietra con una lapide posta alla base, è stata fortemente voluta, pensata e realizzata dalle famiglie Capilunga e Perruccio. Il loro gesto nasce dalla volontà di onorare tutte le numerose vittime della strada, in ultimo l’incidente del 3 maggio scorso in cui persero la vita Luigi, Sara e Karyna, una ferita ancora aperta nel cuore dei torchiarolesi, che ha riportato alla mente le altre tragedie del passato.
La scelta del 3 gennaio non è stata casuale, ricorre infatti l’ottavo mese dall’incidente di maggio e il settimo anniversario della scomparsa di Kevin, un altro giovane figlio di Torchiarolo che nel 2019 perse la vita in un altrettanto drammatico incidente stradale lungo la strada vecchia per Lendinuso.
L’inaugurazione ha così unito nel ricordo generazioni diverse, accomunate dallo stesso, incolmabile vuoto.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco, che ha voluto sottolineare l’importanza del fare memoria collettiva e ricordare i pericoli della strada ogni qualvolta si passa davanti al neo costruito monumento.
Subito dopo, la parola è passata all’amministratore parrocchiale, don Antonio De Nanni, che ha officiato la benedizione dell’opera. Nella sua riflessione, il sacerdote ha offerto parole di conforto alle famiglie, invitando la comunità alla solidarietà e alla preghiera, riprendendo il passo del profeta Ezechiele, in cui il Signore promette di sostituire i cuori di pietra degli uomini con cuori di carne. “L’incidente ci ha pietrificato i cuori - ha ribadito don Antonio - e l’invito di oggi è tornare a farli battere per il bene della nostra comunità e fare memoria affinché non si ripetano tragedie simili nel nostro paese.
“Il ricordo dei nostri figli in Paradiso - per i quali don Antonio, già da qualche anno, ha istituito la giornata del 3 novembre - deve darci forza e speranza e ogni giorno un sorriso nuovo, scandito dall'amore del Cristo Risorto”. Ha ringraziato le forze dell'ordine presenti, carabinieri e polizia locale a testimonianza della necessità della prudenza, della tutela e custodia vicendevole della vita. Inoltre, ha ringraziato l'associazione "Vittime della strada", di Surbo, con la quale è nata una nuova sinergia e collaborazione.

