Una mattinata diversa dal solito per le ragazze e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “S. Colonna” di Monteroni di Lecce, protagonisti dell’incontro “Sport e legalità” ospitato presso l’Oratorio San Giovanni Bosco.

Un appuntamento che, giunto al terzo anno, sta diventando un punto di riferimento nel percorso educativo del territorio.
Il progetto nasce su impulso dell’Ordine degli avvocati di Lecce e della Commissione sport ed eventi, promotori dell’iniziativa, e nel tempo ha coinvolto scuola, istituzioni, mondo sportivo, partner, patrocinanti e sponsor, tutti uniti dall’idea che lo sport possa essere uno strumento concreto di educazione alla legalità.
A fare gli onori di casa è stato don Giuseppe Spedicato, parroco della matrice di Monteroni, che ha accolto studenti e relatori nell’oratorio, luogo simbolo di comunità e crescita. Il suo saluto ha richiamato il valore dello sport come spazio educativo e inclusivo, capace di parlare ai giovani con un linguaggio diretto e positivo.
Subito dopo è intervenuto il prefetto di Lecce, Domenico Natalino Manno, la cui presenza ha conferito all’iniziativa un forte rilievo istituzionale, sottolineando come il rispetto delle regole nello sport rappresenti un primo passo verso la costruzione di una cultura della legalità nella vita civile.
La mattinata si era aperta con i saluti istituzionali del sindaco Mariolina Pizzuto, che ha evidenziato il ruolo sociale dello sport nella crescita dei più giovani, della dirigente scolastica Loredana Signore, in rappresentanza della comunità scolastica coinvolta, del delegato Coni Lecce Luigi Renis, e di Antonio De Mauro, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lecce, insieme ad Alfonso Parente Stefanizzi, coordinatore della Commissione sport ed eventi, che hanno ricordato l’origine e le finalità del progetto nato proprio in seno all’avvocatura leccese.
Il confronto con gli studenti è poi proseguito con l’intervento di Pantaleo Corvino, responsabile dell’area tecnica dell’Us Lecce, che ha portato l’esperienza dello sport professionistico raccontando ai ragazzi il valore della disciplina, del sacrificio e del rispetto delle regole come base di ogni percorso sportivo autentico.
A seguire sono intervenuti Stefano Polidori dell’Università del Salento, con un contributo sul significato formativo delle regole, l’avv. Emanuela M. De Leo, tra le promotrici del progetto, e Davide Dongiovanni, fondatore di Ascus Asd, che hanno dialogato con gli studenti sullo sport come spazio di inclusione e responsabilità.
Il filo conduttore emerso è stato chiaro: lo sport è una palestra di cittadinanza. Rispettare un arbitro, collaborare con i compagni, accettare una sconfitta sono esperienze che educano alla responsabilità e al rispetto degli altri.
In un’età in cui si formano carattere e valori, parlare di legalità attraverso lo sport significa usare un linguaggio che i ragazzi comprendono subito. Le regole, in campo come nella vita, non sono ostacoli ma strumenti per stare insieme.
Se anche solo una parte degli studenti porterà con sé questa consapevolezza nelle proprie esperienze sportive e quotidiane, il progetto avrà centrato il suo obiettivo: educare alla legalità partendo dal gioco di squadra. Perché prima ancora di formare atleti, lo sport può aiutare a formare cittadini.
Photogallery di Rodolfo Pati.

