Ora è ufficiale: è stata inaugurata e aperta a Lecce, nella comunità vincenziana di Santa Maria dell’Idria, la Casa del discernimento e del seminario interno della Congregazione della Missione.

Non erano ancora trascorse ventiquattro ore dalla celebrazione di presentazione del nuovo amministratore parrocchiale, Padre Stanislav Zontak che l’aula liturgica della parrocchia Santa Maria dell’Idria in Lecce è tornata ad ospitare un nuovo evento di fede e di testimonianza. Questa volta a riunirsi attorno all’altare è stata la grande famiglia vincenziana, accorsa da diverse zone della Puglia per vivere un momento destinato a segnare la storia della comunità leccese: l’apertura della Casa del discernimento e del seminario interno della Congregazione della Missione.
Nel giorno della solennità di San Vincenzo De’ Paoli, la comunità ha accolto cinque giovani provenienti dalle Province Vincenziane d’Italia, del Madagascar e del Camerun, chiamati a iniziare una nuova tappa del loro cammino vocazionale. Insieme ai parrocchiani e a numerosi fedeli, erano presenti i Gruppi di volontariato vincenziano, i Gruppi mariani della Medaglia Miracolosa, la Gioventù Mariana Vincenziana (JMV), le Suore Figlie della Carità, le Suore Discepole del Sacro Cuore, le Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea e diversi simpatizzanti del Movimento Vincenziano. Una presenza corale, che ha dato alla celebrazione il volto di una famiglia raccolta attorno alla propria storia e, insieme, proiettata verso il futuro.
La solenne concelebrazione, con il Rito di ammissione al seminario interno, è stata presieduta da Padre Valerio Di Trapani, Visitatore dei Missionari Vincenziani d’Italia. Hanno concelebrato Padre Gaston Faratsely, Visitatore della Provincia del Madagascar, Padre Stanislav Zontak, direttore del Noviziato, e Padre David Gàll, vicedirettore. Ha assistito alla celebrazione mons. Cristoforo Palmieri, vescovo emerito della diocesi di Rrëshen, Padre Giuseppe Martinelli, economo provinciale, insieme ai confratelli della comunità vincenziana presente a Lecce.
Dopo la proclamazione del Vangelo, il momento dell’ammissione ha dato alla liturgia un’intensità particolare. Il direttore ha chiamato per nome ciascuno dei cinque candidati e, a ogni chiamata, è risuonata nell’aula una risposta breve, ma densa di significato: “Eccomi”.
È proprio a partire da questa parola che Padre Valerio ha pronunciato l’omelia. “Che bella parola, eccomi, è la parola che esprime più di altre questa disponibilità”, ha sottolineato, richiamando l’“Eccomi” della Vergine Maria: “Eccomi, sono la serva del Signore”. Una parola che esprime un sì libero e disponibile al disegno di Dio. Ma l’“Eccomi”, ha ricordato il Visitatore, attraversa anche la storia di San Vincenzo. Il santo della carità non arrivò immediatamente a consegnare la propria vita al progetto di Dio: “Siamo testimoni di un santo che ha fatto l’esperienza di volere determinare la propria vita a partire dai propri personali progetti”. Il discernimento, dunque, come un cammino nel quale imparare progressivamente ad ascoltare la voce del Signore.
Poco prima della celebrazione, un momento formativo aveva introdotto la comunità alla novità che da domenica sera ha preso vita a Lecce. Una novità che, nelle parole di Padre Valerio, è però anche una continuità con la storia di questo luogo: «C’è questa esperienza che inizia, ma che in realtà riprende un filo rosso. C’è un’esperienza che in questa casa si faceva da secoli, che è quella dell’accoglienza di seminaristi che desiderano dire sì al Signore nelle tappe iniziali”.
“Il seminario interno - ha spiegato - rappresenta una tappa fondamentale della formazione: un tempo dedicato alla conoscenza più profonda della Congregazione, della spiritualità vincenziana, della storia e del carisma di San Vincenzo de’ Paoli, ma soprattutto un tempo nel quale fare esperienza di Dio più profonda. È questo, in fondo, il cuore del discernimento: conoscere la volontà di Dio e imparare a viverla”.
“Quanto più riesco a conoscere la volontà di Dio e a viverla, la mia vita ha senso, la mia vita è congrua, è significativa”, ha affermato padre Valerio. Un cammino personale che, però, non rimane mai chiuso nella dimensione individuale. Il carisma vincenziano è per sua natura un amore che si fa incontro, servizio e missione. “Chiediamo al Signore di poter incontrare Cristo perché ci insegna ad amare - ha ricordato il celebrante - e ad infiammare il cuore degli uomini”. L’esperienza dei confratelli presenti a Lecce ne è testimonianza concreta. Padre Cristoforo, ha ricordato Padre Valerio, non si è fermato alla città salentina, ma ha portato il Vangelo dell’amore anche in Albania: “L’amore di Dio non rimane incastrato, ma esplode continuamente”. E così anche questi giovani, giunti da lontano, sono oggi chiamati a vivere in Italia un tratto del loro cammino accanto alla comunità vincenziana e alla Chiesa di Lecce.
“Voi ne diventate oggi anche i custodi - ha detto rivolgendosi alla comunità - un po’ la mamma e il papà, perché i genitori naturali sono altrove”. Parole che hanno assunto un significato particolarmente concreto nel momento successivo dell’ammissione.
Terminata l’omelia, è stata impartita la benedizione degli abiti talari. Qui Padre Stanislav, aiutato da Padre David, ha rivestito i cinque seminaristi. Un gesto semplice e solenne, che ha reso visibile l’inizio di una nuova tappa del loro cammino. Nel silenzio dell’aula, l’abito indossato dai cinque giovani è diventato così il segno esteriore di una scelta ancora in discernimento, affidata alla preghiera e all’accompagnamento della Chiesa.
La celebrazione della solennità di San Vincenzo De’ Paoli si è trasformata, dunque, in una celebrazione di vita e di vocazione. A Lecce una casa ha aperto nuovamente le sue porte all’ascolto, alla formazione e al discernimento. Un “Eccomi” che ora, come ha concluso Padre Valerio, è consegnato anche alla comunità: “Signore, parlami. Io ti ascolto perché in me avvenga la tua volontà”.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

