La storia, si sa, è maestra di vita. O, almeno, dovrebbe esserlo. Spesso, però, lungo il suo corso, innumerevoli sono state le volte nelle quali chi doveva imparare dalla storia (l’essere umano) non ha fatto tesoro dei suoi insegnamenti.

Gli insegnamenti possono giungere tanto da eventi positivi, quanto da eventi negativi, i quali, in quel caso, divengono gli errori che, appunto, non dovrebbero essere reiterati. Potremmo, dunque, affermare che, in un mondo ideale, il genere umano dovrebbe ribadire e migliorare le scelte che conducono a risultati positivi per il creato e le creature, mentre dovrebbe non ripetere ed anzi modificare le scelte che, invece, producono errori che potrebbero portare a risultati negativi.
Tra gli eventi che, se usati nel modo corretto, con lo spirito giusto e finalizzati al bene comune, possono imprimere svolte ed accelerazioni in senso positivo alla storia dell’umanità, ce ne sono alcuni molto particolari. Il pensiero va alle innumerevoli “scoperte” nei vari ambiti (da quello scientifico a quello medico, da quello geografico a quello astronomico, fino all’attualissimo ambito tecnologico), grazie alle quali, nel corso della sua lunga presenza sulla terra, l’essere umano è passato dalla caverna all’Intelligenza Artificiale.
Tutto bello? Tutto positivo? Certo. Se non fosse che, in alcuni casi, si è passati dalla “scoperta” di qualcosa, alla sua “conquista”, con le conseguenze negative che hanno prodotto ripercussioni e strascichi tutt’altro che positivi. Un esempio per tutti: in questi giorni ricorre l’anniversario della scoperta dell’America; Colombo in effetti scoprì quello che, agli occhi degli europei dell’epoca, si riteneva un nuovo inesplorato territorio; ma qualcuno, dopo Colombo, passò alla conquista di quel nuovo territorio, imponendo la legge del più forte, mediante la sottomissione dei popoli indigeni perpetrata con le violenze inenarrabili di cui si è a conoscenza.
E cosi, due parole solo apparentemente vicine ed assimilabili tra loro, nel corso della storia sono divenute l’una l’antitesi dell’altra, l’una la prosecuzione aberrante dell’altra, l’una la vile scusa utilizzata e sfruttata per giungere all’altra. Del resto, anche nel linguaggio attuale, quando ad esempio si pensa all’universo infinito che è al di là dell’atmosfera terrestre, sino a poco tempo fa si parlava a giusta ragione di andare alla scoperta dello spazio; oggi, invece, si parla di andare alla conquista dello spazio. In tal modo, la divaricazione che era solo “letterale”, è divenuta una vera e propria rivoluzione “morale”. Perché un sano e sacrosanto desiderio di scoprire ha insito in se il sincero desiderio di “condividere” con gli altri le nuove conoscenze appena scoperte; per contro, una malsana bramosia di conquista cela in se una volontà egoistica di “esclusione” degli altri dalle conoscenze appena acquisite. Ed è proprio questo che potrebbe avvenire o sta già avvenendo nell’era dell’IA, laddove i pochi multimiliardari proprietari delle Big Tech e le nazioni più potenti della terra, stanno dando vita ad una gara (per non dire lotta senza esclusione di colpi) a chi conquisterà il potere ed il dominio assoluti del mondo attraverso il raggiungimento e controllo della super intelligenza artificiale, anziché condividerne le eccezionali potenzialità positive delle conoscenze ottenute grazie alle varie scoperte in ambito tecnologico.
Ancora una volta l’essere umano è posto di fronte ad una doppia scelta, una di tipo “letterale” e un’altra ben più importante e vitale di tipo “morale”, ovvero scegliere tra: un sano e sacrosanto desiderio di scoprire qualcosa unito alla volontà di condividerne le conoscenze che da quel desiderio scaturiscono; o l’egoistica bramosia di conquistare qualcosa in modo esclusivo ed escludente. Scoprire per far conoscere a tutti, sapendo che in quel “tutti” ci sono anch’io e c’è anche il mio futuro? O conquistare solo per me stesso sapendo che, se sono solo, il futuro ha un orizzonte più corto? Più scoperte e più conoscenze si fanno e si acquisiscono, più bello deve essere condividerle. Dalla scelta che ogni singolo essere umano presente oggi sulla terra farà, dipenderà il raggiungimento di quella giustizia, di quella pace e di quel futuro del creato e delle creature di cui in tanti sono a parlare, ma di cui forse importa solo a pochi. Ma se ciascuno nel proprio piccolo sceglierà per il meglio, goccia dopo goccia… diverrà un bellissimo oceano ancora tutto da “scoprire” e subito dopo da condividere con tutti.

