Ha scritto Jorge Luis Borges: “Il tempo è un fiume che mi trascina,/ ma sono io quel fiume;/ è una tigre che mi divora,/ ma sono io quella tigre;/ è un fuoco che mi consuma,/ ma sono io quel fuoco./ Il mondo, disgraziatamente, è reale;/ io, disgraziatamente, sono Borges”.

 

Piazza Duomo alle 8 del mattino tutti i giorni. Anche il primo dell’anno è così. È la fotografia della città sconosciuta, silente e bella. Alla fine dell’anno come anche all’alba di un nuovo capitolo di una storia che appare già scritta con rari accenti di futuro luminoso.

 

“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà e io mi sto preparando. È questa la novità”. Questo motivetto noto, ci ricorda che alla fine dell'anno si fanno sempre tante riflessioni e grandi propositi.

 

Di brutture, nel mondo, non ne mancano. È brutta la guerra, è brutta la pandemia, è brutta la crisi economico e sociale, è brutta la violenza, sono brutti gli abusi sugli altri e di potere, sono brutte la corruzione e le mafie, è brutto il disastro ambientale, sono brutte l’ingratitudine e il sopruso. E tanto altro.

 

In questo periodo la Chiesa cattolica è impegnata intensamente, a livello nazionale e internazionale, nel suo percorso sinodale. Vale la pena riflettere, dunque, su ciò che motiva a intraprendere tale cammino, su ciò che lo sostiene, sulle difficoltà e le sfide che esso deve affrontare.

 

Ci sarà un altro aumento dei tassi di interesse, già dal 15 dicembre e probabilmente - stimano gli analisti - dello 0,50%.

 

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce