"Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese": è questo il tema del messaggio dei vescovi in occasione della 76ª Giornata nazionale del ringraziamento, che si terrà a Chioggia domenica prossima 8 novembre.

Il documento (IL TESTO INTEGRALE) evidenzia come l'Italia non sia fatta solo di grandi città, ma anche di borghi, paesi, colline e montagne: la cosiddetta "Italia linfatica", che custodisce l'identità del Paese e ne garantisce la coesione. Si tratta di luoghi spesso periferici ma vitali, in cui l'agricoltura rappresenta una risorsa fondamentale non soltanto sul piano economico, ma anche su quello sociale e culturale, grazie a tradizioni e relazioni umane che rafforzano il tessuto comunitario.
È indispensabile rivolgere un'attenzione speciale a questi territori, contrastando lo smantellamento dei servizi essenziali come presidi sanitari, sportelli bancari, istituti scolastici e persino le comunità parrocchiali. Le criticità di queste aree non possono essere ignorate, dato che riguardano oltre 4.000 comuni (il 60% della superficie nazionale) e una popolazione di 13.325.000 abitanti (quasi un terzo del Paese).
È quindi necessario incoraggiare le diverse esperienze sociali, economiche ed ecclesiali che animano queste zone, investendo in progetti mirati a contrastare lo spopolamento, l'abbandono del territorio, l'abbandono scolastico e la fuga dei giovani. In questo contesto, il settore agricolo può svolgere un ruolo chiave, salvaguardando gli allevamenti e promuovendo l'impiego sinergico di giovani e lavoratori stranieri.
Nel loro messaggio, i vescovi invitano a rifiutare un modello di sviluppo esclusivamente urbano-centrico, chiedendo di riequilibrare le disparità territoriali attraverso nuovi investimenti. L'agricoltura, il lavoro dei campi e l'allevamento sono indicati come pilastri per la custodia del creato, la tutela del suolo e la biodiversità. Inoltre, la garanzia dei Livelli essenziali di prestazione (Lep) deve assicurare l'equità sociale in ambiti cruciali quali sanità, istruzione e mobilità. Nel dibattito attuale sull'autonomia regionale, il rischio è infatti che determinate politiche confliggano con la programmazione europea e le reti territoriali, condannando le aree interne alla disuguaglianza e all'isolamento.
L'agricoltura e l'innovazione possono guidare uno sviluppo sostenibile legato alla terra, grazie anche alla leadership delle nuove generazioni. I giovani d'oggi, sempre più qualificati, non considerano l'impresa agricola un ripiego, ma una vera e propria vocazione, sostenibile e innovativa — come dimostra il concorso Oscar Green promosso da Giovani impresa Coldiretti.
Coldiretti sostiene da tempo il rilancio delle aree interne, puntando sulla valorizzazione della zootecnia e dell'agricoltura tradizionale per contrastare lo spopolamento e il dissesto idrogeologico. Iniziative quali il progetto "Stalla Italia" e i contratti di filiera favoriscono investimenti mirati in grado di generare valore sociale e nuove opportunità occupazionali per i residenti. Un contributo decisivo arriva anche dall'agricoltura biologica e dalle produzioni tipiche, modelli che consentono alle piccole imprese locali di competere sul mercato puntando sulla qualità, proteggendo al contempo l'ambiente.
Infine, un ruolo rilevante spetta alla comunità cristiana. Nata inizialmente da un'intuizione di alcuni vescovi, la riflessione sulle aree interne coinvolge ormai l'intera Chiesa italiana, impegnata a interrogarsi su come annunciare il Vangelo ed essere una voce profetica in questi territori. Buona Festa del Ringraziamento!
*consigliere ecclesiastico nazionale Coldiretti

