In questo Anno missionario, il rosario torna al centro come strumento quotidiano di preghiera e di comunione per la vita di tutta la diocesi di Lecce.

A sottolinearlo è il nuovo rosario missionario, realizzato in occasione dell'Ottobre missionario e consegnato nelle scorse settimane durante la Veglia missionaria diocesana di Carmiano e poi nella celebrazione di avvio del nuovo anno associativo della Rete mondiale di preghiera del Papa, lo scorso 30 ottobre, proprio a chiusura del mese che la Chiesa dedica alla missione.
Un sussidio pensato non solo per ottobre, ma per accompagnare tutto il cammino missionario dell'anno pastorale diocesano.
Quest'anno la preparazione dei materiali per l'Ottobre missionario è stata affidata a livello nazionale alla Commissione missionaria della Puglia, con il titolo “Comunione: sorgente e frutto della missione”. Alla metropolia di Lecce è stata chiesta in particolare la stesura dei testi del rosario missionario e delle litanie che lo accompagnano. I testi sono stati preparati dal Centro missionario diocesano diretto dal diacono Vinicio Russo, grazie anche al significativo contributo di Suor Aurelia Perlangeli delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.
Il libretto è stato pubblicato a cura del Centro missionario in collaborazione con l'Ufficio liturgico diocesano e con la stessa Rete mondiale di preghiera del Papa, diretta in diocesi da don Alberto Taurino, segno concreto di collaborazione tra uffici diocesani al servizio della stessa missione. Ne sono state stampate per ora mille copie, altre ne arriveranno, e sono già in distribuzione nelle parrocchie insieme alle coroncine missionarie dai cinque colori dei cinque continenti. Un piccolo sussidio, ma pensato per restare.
Le meditazioni proposte sono molto attuali e legate alla missione. Anche i titoli dei misteri sono stati scelti in questa prospettiva: uniti in Cristo, fedeli alla chiamata, Gesù che accarezza i bambini. Proprio su questo mistero, riprendendo il Vangelo di Marco, è stata offerta una riflessione particolare: il testo non dice solo “Lasciate che i bambini vengano a me”, ma anche che i discepoli “li presentavano a Gesù perché li accarezzasse”, un richiamo delicato e quanto mai attuale sul tema dell'approccio e della cura dei più piccoli nelle comunità. Altri passaggi guardano a Gesù ucciso come accade oggi nei territori di guerra, in dialogo con il messaggio di Papa Francesco sulla tomba di don Tonino, e alle ferite del nostro tempo che richiedono preghiera.
L'idea di fondo è che la recita di questo rosario non si esaurisca ad ottobre ma che cammini parallelamente a tutte le attività di quest'Anno missionario voluto dall'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta. L'obiettivo è creare punti di preghiera stabili.
Il rosario missionario è inserito nel sussidio diocesano per l’Avvento e il Natale - di prossima pubblicazione - dal titolo “Andiamo a Betlemme: un popolo in missione” curato dall’Ufficio liturgico diocesano, Caritas diocesana e Ufficio catechistico diocesano in collaborazione con il Centro missionario diocesano in uscita in questi giorni.
L’invito rivolto alle comunità dove lodevolmente è ancora conservata la pia pratica del rosario prima della celebrazione eucaristica, è di recitarlo ogni sabato ma lo strumento può essere usato anche da gruppi, nelle famiglie, nelle case di riposo, una volta a settimana o una volta al mese, come preghiera semplice che tiene in rete.
I volontari del Centro missionario diocesano sono disponibile a recarsi nelle parrocchie, nei gruppi, nei movimenti e nelle associazioni che lo richiedono, per presentare il rosario missionario e pregarlo insieme.
Consegnare il rosario missionario non significa impegnare di più, ma significa metterci in rete come comunità diocesana, perché ogni giorno ciascuno si senta in comunione con tutte le altre parrocchie, con la diocesi e con il mondo intero.
Come ha ricordato più volte l'arcivescovo - “la preghiera è la benzina per la missione” - senza preghiera la missione diventa organizzazione, senza missione la preghiera rischia di diventare chiusura.
Il rosario missionario, con i suoi cinque colori, verde per l'Africa, rosso per l'America, bianco per l'Europa, azzurro per l'Oceania, giallo per l'Asia, vuole essere il segno quotidiano di questa convinzione: la missione si fa in ginocchio, è la preghiera che ricuce i pezzi strappati del mondo.
Uno strumento valido per tutto l'anno, a disposizione di parrocchie, associazioni, gruppi e famiglie che vorranno farne un appuntamento stabile di preghiera missionaria.

