Secondo un recente studio dell’Università di Harvard è in atto una resa alle “corporation” che ha dato vita ad uno “stato artificiale”, tramite un governo delle macchine, anziché fondato sul consenso popolare.

 

 

Stiamo infatti assistendo, in particolare negli Usa, alla nascita del governo delle macchine, che minaccia la stessa democrazia, con una deriva verso l’autoritarismo.

Gli Usa celebrano quest’anno il 250° anniversario della fondazione della nazione sulla base, vale la pena ricordarlo, di principi che furono accolti dalla maggioranza dei cittadini e dai quali si acconsentì di essere governati.

Oggi è in corso una resa alle “corporation” che stanno formando un sistema di governo molto diverso, alla base di una forma di stato “artificiale”, basato sull’autoritarismo, piuttosto che sulle regole democratiche.

Il mondo della comunicazione ne rappresenta una prova lampante.

La maggior parte delle persone nel mondo ottiene le notizie su piattaforme private in possesso delle corporation, nelle quali il traffico è dominato dai bot, anziché da persone ed è difficilissimo fidarsi di quelle informazioni, originate da algoritmi e da macchine di proprietà, in alcuni casi, di criminali o di influencer politici spesso stranieri.

Stiamo assistendo alla resa della stampa libera ed indipendente, alla quale eravamo abituati.

I politologi hanno dimostrato che i social sono stati molto dannosi per il funzionamento di una sana democrazia, nonostante la promessa che sarebbero stati benefici.

I social, in verità, sono gestiti da non umani, con la conseguenza di radicalizzare e polarizzare le comunità politiche e di allontanare le persone le une dalle altre.

Contribuiscono ad una epidemia di solitudine ed all’estremismo politico.

È giunto il momento di chiedersi se abbiamo perso un po’ della nostra umanità a motivo della dipendenza da questi strumenti.

Il MIT ha pubblicato uno studio sulle implicazioni negative che questi strumenti possono avere sull’insegnamento.

Bisognerebbe prendere tempo per valutare attentamente questi strumenti, anche se ci sono aziende che, come avviene per le scuole pubbliche di New York, offrono soldi e macchine, senza pensare all’interesse degli studenti.

Stiamo assistendo all’assurdo: iniziamo ad avere regole per proteggere i ragazzi dagli effetti nocivi dei social e, contemporaneamente, portiamo nelle scuole gli strumenti IA, senza sapere bene quali effetti provocheranno.

Dovremmo valutare il costo nascosto delle conversazioni che non abbiamo più, prima che questo provochi una lenta, ma irreversibile, erosione della comunità.

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce